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Mostra di Lea Stein al Museo del Bijou di Casalmaggiore: info e curiosità

Fino al 16 febbraio 2020 in mostra le iconiche spille in plastica della designer francese Lea Stein. Ecco tutte le informazioni utili.

Cani, gatti, cavalli, gufetti, animaletti di ogni genere ed ancora personaggi , cuori: sono queste le forme delle iconiche spille  coloratissime, frizzanti e giocose  realizzate in Plastica dalla Designer francese Lea Stein ospitate in mostra dal Museo del Bijou di Casalmaggiore fino al 16 Febbraio 2020.
La mostra, resa possibile da Lorena Taddei, antiquaria milanese collaboratrice dal 2017 del Museo del Bijou di Casalmaggiore è il racconto del percorso professionale creativo che ha reso Lea Stein una icona di stile.

Galeotto fu un bottone, un semplice ma meraviglioso bottone grazie al quale è iniziata la sua avventura professionale e sentimentale che la vede unita a Fernand Steinberger . Tutto accade per caso, un incontro, un bottone indossato da lei  e scatta la scintilla tra i due. Una scintilla che alimenterà una duplice passione: quella sentimentale e quella per i materiali plastici, in modo specifico applicati all’ambito del gioiello.

Sono gli anni ‘60 e inizia a pieno ritmo la produzione delle spille e dei gioielli che vede lei realizzarne il progetto e  attraverso il taglio, le forme, sempre curiose ma essenziali e pulite, in un gioco di cromie dove entra in scena lui, Fernand che con una tecnica ancora segreta ma molto imitata, sovrappone i pezzi  come piccoli puzzle. Pezzi unici e originali, resi tali anche dai particolari e artigianali fermagli  di chiusura a coda di rondine.

Un mondo fantastico quello di Lea Stein, in esposizione, in cui immergersi  tra colori vivaci,  e forme ricavate da fogli di acetato che si ricorrono : la ballerina Carmen, la Truffatrice, il cane Ric, il gatto Gomine, la Volpe, sono solo una parte dei famosi personaggi  conosciuti e rincorsi dai collezionisti di tutto il mondo. Centinaia di pezzi pervenuti direttamente dall’archivio francese della Designer, mai esposti prima d’ora in Italia: le spille più rare, fra cui quelle serigrafate, gli oggetti di tabletteria, bracciali, anelli, collane e bottoni.

Certo è che per i materiali plastici non è un periodo storico semplice né proficuo. Quella che un tempo è sembrata una grandissima invenzione oggi getta un ombra oscura sulla salvaguardia dell’ambiente. Pur vero è però che la plastica, rimane un materiale fortemente innovativo, che escluso il caso dell’uso e getta,  presenta nella maggior parte dei casi, come per l’acetato, il plexiglass e altri ancora un lunghissimo ciclo di vita, se non eterno. Per cui se utilizzata in maniera consapevole, con un minor spreco di energie ed un sfrido ridotto al minimo possibile, allora davvero può essere considerato un materiale intelligente.

IL MUSEO DEL BIJOU DI CASALMAGGIORE

Casalmaggiore, storico distretto di bigiotteria sorto nel XIX sec.  espone e valorizza  all’interno del Museo del Bijou, unico in Italia, una produzione di bigiotteria di  oltre 20 mila pezzi fra anelli, collane e bracciali che raccontano Cremona, la piccola capitale del placcato oro dalla fine dell’800 al 1970. Fondato nel 1986 per opera dell’associazione Amici del Bijou attiva dal 1986 e fondata da Francesco Zaffanella  rappresenta un ricco ed inestimabile patrimonio per appassionati e professionisti  del settore, ma anche semplicemente  per coloro che amano il bello, ma anche laboratori didattici e professionali.

Maggiori info consultate il sito

www.museodelbijou.it

Carmela Barbato

Laurea Magistrale in Design per l'innovazione presso l'Università degli studi della Campania "Luigi Vanvitelli"- Dipartimento Architettura e Design. Sono una Designer del Gioiello, fondatrice del Brand Khàrm design. Oltre il "progettare" ed il "realizzare", mi piace molto lo "scrivere" ed il "raccontare" di tutto ciò che riguarda l'Arte, la Moda, il Gioiello e paradossalmente di Benessere. Gli oggetti che mi rappresentano e che caratterizzano le mie passioni sono un foglio, una matita, dei colori, una macchina fotografica. Mi diletto a scrivere su un blog fondato da me.

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