Attualità

Murale di Jorit a Napoli per la Giornata della Consapevolezza dell’Autismo

La Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo, ieri è passata in sordina. In pochi se ne sono ricordati, tutti intendi a festeggiare il Lunedì dell’Angelo, o meglio la Pasquetta.

Sono trascorsi 10 anni da quando l’OMS ha voluto ed istituito questa giornata che è  un cammino verso l’uguaglianza e la pari opportunità per le persone affette da questo disturbo comportamentale.

Ieri le associazioni Anffas, Angsa, Gruppo Asperger, Fish, hanno colto l’occasione per lanciare un appello alle istituzioni affinché non ci si fermi solo al lancio di palloncini e facciate di palazzi colorate di blu, ma si renda agibili i diritti e garantire la migliore qualità di vita per le persone che soffrono di questa malattia e che nel nostro Bel Paese, coinvolgono circa 500mila famiglie che spesso si ritrovano da sole a gestire una sfida complessa, a partire dalla diagnosi, fino alla scuola dove manca il supporto di psicologi esperti e degli insegnanti di sostegno che non ci sono. Una patologia che è per tutta la vita. “Un enigma bifronte su cui oggi si sa di più, ma non ancora abbastanza – ci dice la professoressa Liliana Dell’Osso, ordinario di Psichiatria all’Università di Pisa e direttore del master universitario di II livello dal titolo Spettro autistico dal bambino all’adulto –. Disturbo e potenzialità, difficoltà ed iperadattamento sono due facce della stessa medaglia, due dimensioni a cui la società è chiamata a porre attenzione. Non soltanto il 2 aprile. Ma con uno sforzo paziente, accurato e costante”.

murales autismo

Jorit e Niccolò: il murale

In questa giornata di pasquetta, legata alla giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo, non si poteva rinunciare a fare una visita a San Giovanni a Teduccio, periferia orientale di Napoli, precisamente a via Taverna del Ferro, per vedere e fotografare la nuova opera realizzata da Jorit, Street Artist di fama internazionale, che è stata svelata da alcuni giorni e che è proprio accanto al suo maxi lavoro dedicato a Diego Armando Maradona.

Sul muro del palazzo a lato del “Pibe de oro” c’è il volto di Niccolò, un ragazzo di 15 anni affetto da autismo. A vedere il volto di quel ragazzo dipinto a mano sul muro con bombolette spray, si ha la sensazione di totale chiusura: occhi bassi e sguardo sfuggente, però nello stesso tempo si ha la percezione di ritrovarsi in un mondo totalmente diverso dal quotidiano, un mondo strano dove non si capisce bene il senso delle cose; ma in fondo quel mondo, apparentemente tanto lontano, non è molto dissimile dalla realtà.

Questo volto racconta la diversità e smonta i luoghi comuni della malattia. Non a caso Jorit ha scelto i muri di palazzoni giganti della periferia urbana di Napoli, dove ci sono condizioni sociali di profonda emarginazione che trasforma i bambini in “baby gang”, senza scuola e senza lavoro. L’artista mette insieme quel “bimbo di strada” e il calciatore più forte di tutti i tempi. È una provocazione, una  denuncia contro le diversità e le emarginazione. Ma è anche una speranza di riscatto, racchiusa nella frase che campeggia sotto l’immagine di Niccolò: “ESSERI UMANI”, per ricordarsi che anche un bambino autistico di una periferia di una qualsiasi grande città è sempre nu scugnizzo che vo’ pazzià. 

Ecco cosa scrive Jorit sulla sua pagina Facebook, riportando alcune riflessioni dei genitori di Niccolò: 

Per il 2 aprile ormai da qualche anno è stata istituita la giornata mondiale della consapevolezza sull’ autismo, che ha avuto il merito di far conoscere ad un numero sempre maggiore di persone un mondo che molti, forse troppi ,ancora ignorano. Per una strana ironia della sorte in un pomeriggio uggioso pressappoco negli stessi giorni esattamente il 4 aprile di 15 anni fa, uno specialista ci comunicò che quegli strani e buffi comportamenti di Niccolò che a volte tanto ci facevano sorridere e inquietare allo stesso tempo e i suoi silenzi o le poche paroline quelle si davvero buffe, avevano un nome non altrettanto buffo e invece molto inquietante: sindrome dello spettro autistico, inutile dire che 15 anni fa a parte la parola spettro che evocava di per sé scenari cupi, dell’ autismo non sapevamo nulla se non stupide idee e pregiudizi.

Ci hanno ripetuto piu’ volte che siamo dei genitori speciali ma vi confesso che ho desiderato per anni in ogni singolo giorno della mia vita di poter essere un genitore normale ma è negli stessi anni che ho capito che noi di speciale non abbiamo avuto niente se non Niccolò che con i suoi sorrisi e la sua presenza ci ha reso la vita migliore e ci ha dato la possibilità di incontrare persone meravigliose in questo lungo cammino che ci hanno aiutato e confortato; tenuti in piedi.

Per qualche strana magia come per osmosi tutti quelli che hanno incrociato Niccolò sul loro percorso si sono lasciati contagiare da questa gioia, tra queste persone nell’ ultimo mese e mezzo si sono aggiunte altre persone, che negli occhi di Niccolò hanno colto tutto quello che di meraviglioso c’è solo per quelli che sanno guardare davvero: l’ essenziale invisibile agli occhi”.

L’ultima considerazione è racchiusa in questo pensiero di Jorit che condividiamo come nostro: “Le persone autistiche sono fragili e hanno bisogno di figure specializzate e competenti che si occupino di loro”.
“Un paese progredito deve avere uno stato sociale forte che si prenda cura di ognuno dei componenti di questa società che dovrebbe essere un unica grande famiglia”.

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Antonio Caporaso

Antonio Caporaso è nato a Salerno, vive a Portici. Laureato in Giurisprudenza, è fotoreporter dal 1990. Insieme con Jacopo Naddeo, dal 2016 ha costituito un laboratorio per le arti fotografiche in Pellezzano (Sa). Ha partecipato a numerose mostre e concorsi fotografici. Scrive libri e collabora con alcune riviste e case editrici nazionali.
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