Olio d’Oliva Taggiasca: Storia e Caratteristiche

L’olio d’oliva Taggiasca rappresenta uno dei punti di forza dell’eccellenza culinaria italiana.

Olio extravergine falso: ecco i marchi coinvolti

L’Italia è famosa in tutto il mondo non solo per le bellezze naturali e architettoniche, ma anche per la bontà del suo cibo e per la cura impiegata nella preparazione di ottimi piatti. Negli ultimi anni è cresciuta sempre di più l’attenzione verso la cucina, gli chef stellati e le ricette più elaborate ma, nello stesso tempo, si è anche sviluppata una maggiore attenzione verso le materie prime e la consapevolezza che solo con prodotti di qualità sia possibile mangiare in maniera gustosa e sana.

Un ingrediente da sempre fondamentale sulla tavola degli italiani è l’olio d’oliva, presente sul mercato in maniera molto varia per tipologie e qualità. Proprio per questo risulta particolarmente significativo selezionare con cura i prodotti validi da quelli più scadenti. Entrano in campo infatti, oltre ai gusti personali, diversi elementi che determinano il risultato finale: dalla scelta delle olive ai processi di raccolta, lavorazione e conservazione.

Cominciamo a considerare l’attributo probabilmente più conosciuto, ma forse non sempre compreso in maniera corretta, ovvero extravergine. Cosa implica per un olio essere extravergine? Significa che deriva dalla spremitura meccanica di sole olive, senza aggiunta di solventi o altri agenti chimici. Rappresenta quindi un punto di partenza fondamentale nella ricerca di un olio genuino e salutare.

Storia e Caratteristiche

Entrando più nello specifico delle diverse varietà di questo alimento, merita sicuramente di essere preso in considerazione l’olio di oliva taggiasca, diffuso soprattutto nel Ponente ligure. Il nome deriva dalla città di Taggia, dove questa oliva venne importata dai monaci di San Colombano dal monastero di Lerino, in Costa Azzurra. Da monastero in monastero, la coltivazione di questo frutto si è poi diffusa nel nostro paese e ha dato luogo alla produzione di un ottimo olio, dal sapore leggero e fruttato.

Questo prodotto rappresenta uno dei punti di forza dell’eccellenza culinaria italiana, tanto versatile da poter accompagnare la preparazione di piatti di tutti i generi, esaltandone il gusto. Per garantire questo risultato è necessario però valutare la presenza di alcuni elementi che sono importanti fattori di qualità. Oltre quindi al tipo di oliva utilizzato, è da considerare il processo di lavorazione a cui i frutti sono sottoposti perché ne vengano esaltate le caratteristiche organolettiche. La metodologia che lo consente è quella della spremitura a freddo, procedimento che implica una temperatura inferiore ai 27°.

Un altro elemento distintivo, che spesso non si valuta adeguatamente, è la conservazione dell’olio. Questo prodotto è infatti molto sensibile alla luce e al calore, che ne possono causare il danneggiamento e di conseguenza la perdita delle sue peculiarità. Per proteggerlo è quindi raccomandabile utilizzare bottiglie di vetro scuro, che possano schermare gli agenti esterni e gli effetti negativi che comporterebbero. Nella scelta di un olio quindi anche il contenitore ha la sua importanza.

Azienda Sommariva

All’interno del vasto mercato dell’olio di oliva taggiasca, possiamo citare quello prodotto dall’azienda Sommariva, a gestione familiare da generazioni, che in terra ligure e nel pieno rispetto di essa si dedica alla produzione di oli di grande qualità, grazie all’attenzione e alla passione messa in tutte le fasi del processo. Sia che si vogliano sperimentare ricette nuove e particolari o che si preferisca attenersi alla bontà di piatti semplici, è infatti importante partire dagli elementi che davvero possono fare la differenza in cucina e che si portano dietro una storia di cura e genuinità impareggiabile.

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