Cucina

Pesche Ripiene alla piemontese alla siciliana: un dolce che unisce l’Italia

No! … non c’è un errore nel titolo, non si tratta di un copia e incolla di troppo, o di una mancata rilettura del testo. Si tratta proprio di un dessert piemontese egregiamente replicabile con ingredienti tutti siciliani. La protagonista di questo dolce è ovviamente la pesca, possibilmente soda, quindi non troppo matura, tradizionalmente a pasta gialla, e soprattutto dalla pelle poco trattata (visto che prevediamo di mangiarla del tutto).

A questo proposito a me viene in mente la pesca tardiva (settembrina) di Leonforte, conosciuta anche come la pesca nel sacchetto. La sua particolarità è che a giugno ogni pesca sull’albero viene protetta con un sacchetto, fino a maturazione, per evitare di dover intervenire con gli antiparassitari. Questa operazione rallenta la maturazione ma, dal momento che non tutti i mali vengono per nuocere, ciò consente di prolungare il periodo stagionale del frutto e quindi anche di questo dolce, almeno per tutto settembre e ottobre.

La pesca deve essere tagliata a metà, privata del nocciolo e leggermente scavata al centro al fine di accogliere il ripieno. Il ripieno è quindi un composto, più o meno ricco ed elaborato di ingredienti, che si realizza in una ciotola partendo proprio dalla polpa rimossa dal centro delle pesche. Oltre alla pesca stessa, ciò che assolutamente non deve mancare nell’impasto è sicuramente il cioccolato: fondente a scaglie o anche solo del cacao.

Per il tocco di “sicilianità” non possiamo non pensare al cioccolato di Modica, anche se qualcuno potrebbe obbiettare l’utilizzo di un cioccolato caratterizzato dalla lavorazione a crudo per una ricetta che poi prevede la cottura in forno ad alta temperatura: in questo caso potrei suggerire di sciogliere il cioccolato a 40 gradi per poi versarlo sulle pesche solo a fine cottura prima di servirle. Un altro ingrediente che non dovrebbe mancare è l’amaretto sbriciolato e direi che nell’isola non è assolutamente un problema reperire degli amaretti grazie alle ottime qualità di mandorle come ad esempio quelle della zona di Noto e Avola.

La ricetta potrebbe già finire qui: riempire le pesche con il composto asciutto ottenuto (pesche, cioccolato, amaretti) e infornare a 180 gradi fino a quando la pesca diventa morbida (anche 30-40 minuti). Volendo, come prevedono alcune ricette, l’impasto può essere arricchito con zucchero, burro, uova,  oppure potrebbe essere aromatizzato con del liquore come per esempio del Rum o, perché no, del Marsala. Per finire, servirei questo dessert piemontese, realizzato con le eccellenze siciliane, con un buon Passito di Pantelleria.

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CuocArte

Appassionato da sempre di cibo, di cucina e di arte in tutte le sue forme. Oltre ad un corso professionale presso l'Associazione Cuochi Torino, anche: pasticceria, cioccolato, pizzeria, dalla cucina giapponese a quella giordana. Dilettato nel tempo come cuoco a domicilio con menù personalizzati, e poi anche con il cibo di strada proponendo cucina vegana con canapa. Affascinato, in arte come in cucina, da storia, ricerca, espressione, sperimentazione, bellezza e gusto.
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