Presidenze Camera e Senato: scheda bianca per PD e M5S

Berlusconi non cede sulla candidatura di Romani al Senato. Possibile rottura Lega – Movimento 5 Stelle

Ddl concorrenza: Camera, in Aula al via esame testo
L'aula della Camera durante votazioni pregiudiziali su decreto legge recante interventi urgenti per assicurare la parita' di trattamento nel settore creditizio, Roma 27 giugno 2017. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Oggi è il giorno delle prime votazioni per i nuovi parlamentari. Infatti Camera e Senato sono chiamate ad eleggere i loro presidenti. Ma molto probabilmente non sarà oggi il giorno decisivo. Siamo ancora nella fase in cui i partiti si studiano, fatto tattica e cercano quella potenziale maggioranza che darebbe un governo al paese.

Tra Di Maio e Salvini c’è Silvio

Ci hanno provato, nemmeno troppo velatamente per dirla tutta, Di Maio e Salvini a cercarsi, ad accordarsi e il patto sembrava quasi certo. Invece a frenare tutto ci ha pensato il colpo di coda del redivivo Silvio Berlusconi. Il Cavaliere ha mosso quei passi utili a distanziare i due leader e a ricompattare il centro – destra. Anche il PD, appostato lì, sente rumore di scricchiolii tra la Lega e i pentastellati e sarebbe pronto ad inserirsi in questa frattura. Il pomo della discordia tra i due leader è la candidatura al Senato del forzista Paolo Romani. Il senatore, secondo i grillini, non sarebbe l’uomo giusto atto a rappresentare la seconda carica dello Stato. Su di lui pesa una condanna, nemmeno recente, di peculato confermata in via definitiva dalla Cassazione e dunque lo renderebbe non idoneo per i pentastellati.

Berlusconi, come tutta Forza Italia, però non sembrano intenzionati a proporre un ulteriore nome per tentare un riavvicinamento ai grillini. Di Maio lo teme e sa benissimo che un confronto diretto con l’ex premier porterebbe a un forte dissenso nel Movimento. Però Berlusconi c’è e Di Maio deve tenerne conto. Bisognerà parlare con tutti nuovamente, come annunciato già da Salvini, e a questo punto la partita non è più sui nomi, bensì sulle potenziali alleanze e quelle già consolidate.

Il centro – destra e la presidenza del Senato

Va precisato che il centro – destra compatto potrebbe eleggersi da solo alla quarta votazione il Presidente del Senato e dunque non sottostare a nessun accordo. Probabilmente è ciò che auspica Paolo Romani, e a cui punta il leader di Forza Italia per mantenere una leadership nella coalizione anche da sconfitto. Infatti alla quarta votazione ci sarebbe il ballottaggio e basta prendere un solo voto in più del potenziale rivale per essere eletto. Romani è forte dell’intera coalizione, mentre Movimento 5 Stelle e PD non troverebbero i voti necessari.

Questa possibilità frantumerebbe definitivamente l’idea di un’alleanza Lega – 5 Stelle che a quel punto diverrebbe pressoché impossibile. In questo scenario i 5 Stelle avrebbero la sola possibilità di convincere i Dem a coalizzarsi, ma anche questa strada appare in salita dal momento che i democratici chiedono nomi garantisti e non scelti a caso.

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PD e M5S votano scheda bianca

Il Pd voterà scheda bianca“, al primo turno elettorale, ad annunciarlo è Ettore Rosato in una riunione con i capigruppo parlamentari di Camera e Senato. “Spetta a M5s e centrodestra indicare una soluzione, non ci sono riusciti. Spetta a loro avanzare una proposta, siamo in attesa di capire quale” – prosegue lo stesso indicando la linea guida del partito. Intanto la prossima riunione dei Dem è attesa per sabato mattina quando probabilmente i giochi al Senato potrebbero essersi già chiusi.

Impasse conclamata, determinata da M5s e centrodestra. Il metodo di lavoro usato fin qui è chiaramente insufficiente. Nessuno si assume la responsabilità piena e invece giocano sui tatticismi, così il groviglio anziché districarsi si complica. Il Pd ha fatto bene a tenere la sua posizione: vogliamo garantire figure di garanzia e di livello” – spiega il reggente Martina specificando che la chiusura totale del PD non c’è ma solo su figure che siano congeniali a una larga maggioranza.

Intanto anche dai 5Stelle non filtra ottimismo. Dopo la seconda votazione andata a vuoto, con scheda bianca, anche i grillini potrebbero riunirsi con tutti i capigruppo dei partiti. La riunione sarebbe organizzata dai pentastellati che in una situazione simile potrebbero proporre un nome congeniale ad una eventuale maggioranza.

La partita per le presidenze di Camera e Senato si è ufficialmente aperta, ma rischia di veder trionfare il solo Berlusconi, che con un colpo di coda magistrale, muove le sue pedine su uno scacchiere sempre più delicato e precario.

Pubblicato da Davide D'Aiuto

Laureato in Scienze dell'Informazione editoriale, pubblica e sociale, amo scrivere più di qualunque altra cosa al mondo. Il giornalismo è la mia vita. Quando non scrivo viaggio e scatto fotografie perché adoro scoprire il mondo e leggerlo come un libro.

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