Rete 5G in Italia? Via alla Sperimentazione

In cinque città italiane partirà la sperimentazione del 5g

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Lo sviluppo del 5g in Italia arriverà, presumibilmente, tra qualche anno perché, stando all’ultimo report della Commissione europea “Digital Scoreboard”, la telefonia mobile di ultima generazione, nel nostro paese, ha una quasi totale copertura che copre l’86% delle abitazioni.

Il 5g, da tutti, è visto come una chiave di volta per trasmettere in modalità “superveloce” relativa ai dati in mobilità e, infatti, si parla di una tecnologia che consentirà di arrivare ad una velocità di 20 Gigabit al secondo in download e tempi di latenza di 4 millisecondi. Si passa, quindi, da Iot (Internet of things) in italiano l’Internet delle cose all’energia con i lampioni e contatori intelligente, all’automotive con le auto senza guidatore fino a Industry 4.0 che riguarda l’automazione industriale high tech al massimo livello.

La Sperimentazione del 5G in Italia

Per quanto riguarda l’Italia, parla di questa sperimentazione Antonello Giacomelli, il sottosegretario allo Sviluppo economico e spiega: “Vogliamo essere nel gruppo di testa. L’Italia – spiega il sottosegretario allo Sviluppo economico Antonello Giacomelli – accetta la sfida europea ed anzi rilancia. In queste 5 città italiane mettiamo a disposizione le frequenze e chiediamo agli operatori interessati e a quanti vogliono con noi scommettere sul futuro di presentare i loro progetti. Il pubblico fa per intero la sua parte e chiediamo ai protagonisti del mercato di fare la loro creando business e opportunità che concorrano a far crescere l’Italia”

In quali città?

Le città scelte per la sperimentazione sono Milano, Prato grazie al suo distretto industriale e Bari. In aggiunta ci sono anche L’Aquila che essendo in fase di ricostruzione ha un grado di cablatura, cioè trasmissione attraverso il cavo, notevole e Matera che, nel 2019, sarà capitale europea della cultura. Queste città, pertanto, sono state scelte in base a criteri relativi alla posizione geografica, alla capacità di connessione ultraveloce e alla possibilità di avere frequenze nella banda 3.700-3.800 MHz. Per quanto riguarda il bando, inoltre, possono aderire gli operatori tlc ma anche le Università, gli enti e i centri di ricerca, le imprese e la pubblica amministrazione.

Le domande potranno essere presentate entro il 15 maggio e i progetti saranno selezionati entro fine luglio per questa sperimentazione che durerà fino al 2020, anno in cui con la liberazione delle frequenze a 700 MHz prenderà il via concretamente il 5G in Europa. Il 5g avrà come frequenze principali quelle che fanno parte della banda 700 MHz che, inoltre, dovrà essere abbandonata dai broadcaster televisivi, cioè le emittenti che trasmettono in tv. Proprio ieri, peraltro, il Parlamento europeo e la Commissione Ue hanno ridefinito i criteri di liberazione della banda 700 MHz. Si è deciso, inoltre, che gli stati membri dovranno presentare le strategie di attuazione entro il 30 giugno 2018 e potranno allungare la scadenza di realizzazione al 2022 solo per “motivi debitamente giustificati”.

In ItaliaTim ha la maggiore copertura di rete 4G con il 96% e quindi può offrire in 20 città tra le quali Napoli, Bologna, Genova, Milano, Torino anche connessioni a 4G Plus fino a 300 Mbps. Oltre al 4G Plus ci sono connessioni a 4.5G fino a 500 Mbps nella zona di Roma, Palermo e Sanremo. Nei giorni scorsi, peraltro, Tim e il Comune di Torino hanno firmatoun accordo, più precisamente, un Memorandum of understanding nel quale si spiega che sarà la telco a realizzare la prima rete 5G in Italia entro il 2018. Questo grazie alla sperimentazione su frequenze già in dotazione e all’installazione di oltre 100 small cell nelle principali vie e piazze della città.

 

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