Tiffany Pereira gioca con la Golem Palmi: Polemica nella Pallavolo Femminile

Tiffany Pereira gioca con la Golem Palmi: Polemica nella Pallavolo Femminile 1

E’ polemica nel mondo del volley femminile. La Golem Software Palmi ha infatti schierato per la prima volta Tiffany Pereira, niente di strano, se non fosse che fino a qualche anno fa, Tiffany si chiamava Rodrigo e giocava nel campionato maschile.

E’ successo a Palmi domenica 19 febbraio, campionato di Serie A2 femminile. Nella sfida fra le padroni di casa e la Delta Informatica Trentino, la squadra calabrese ha schierato per la prima volta la sua nuova tesserata, Tiffany Pereira, autrice per altro di un’ottima prestazione con i suoi 28 punti e il 48% di positività in attacco. Tiffany però fino a qualche anno fa era un uomo e giocava a pallavolo, ovviamente nel campionato maschile, in Belgio.

TIFFANY GIOCA CON LE DONNE: SCOPPIA LA POLEMICA

La polemica non si è fatta attendere, la società Millennium Brescia, che il 12 marzo sfiderà ai playoff le calabresi della Golem Palmi, annuncia di essere pronta a ricorrere ad una class action con altre squadre del campionato. Il capitano della Delta Trentino ha usato parole dure, di rabbia forse per la sconfitta subita, ma difficili da ignorare: “Al di là delle scelte di vita di ciascuno di noi, mi chiedo se non ci sia alla base un problema di regole. A livello umano lei avrà sempre tutta la mia stima per quello che ha vissuto, ma parlando di sport i suoi parametri fisici non sono gli stessi di una donna: lo scorso anno ho avuto la fortuna di giocare in A-1 (a Busto Arsizio) ed anche in quella categoria, sono poche quelle che prendono la palla alle sue altezze ed attacchino così forte, forse solamente la Egonu”. Così ha risposto Tiffany sui social: “Sto vivendo il momento più bello ma anche più difficile della mia vita, solo perché ho deciso di essere chi sono. Se non fossi stata una sportiva il mio nome non sarebbe su ogni sito web che parla di volley. Ma ho deciso di combattere per questo, e combatterò anche per chi mi odia“.

CHI E’ TIFFANY PEREIRA?

Tiffany è donna a tutti gli effetti, partiamo da questo dato e la Federazione Internazionale di Pallavolo le ha concesso di giocare nel campionato femminile, eppure nonostante questa concessione oggi ci si interroga se questa decisione sia corretta. Cerchiamo quindi di valutare tutti i punti di vista di questa difficile questione perché se da un lato c’è una ragazza con il suo sogno di continuare a praticare lo sport che ha sempre praticato, dall’altro lato ci sono altre donne con lo stesso sogno ma con qualità fisiche diverse.

La pallavolo femminile è uno sport completamente differente dalla pallavolo maschile, è fatta di tecnica più che di potenza e le poche volte in cui un’atleta mostra qualità fisiche eccezionali, come Diouf e Enogu, spicca enormemente sulle altre. E’ evidente che però un conto è la genetica ed un conto è un uomo che diventa donna. Nonostante le cure ormonali, infatti, l’atleta brasiliana è sembrata decisamente sopra le righe. Il punto è che forse chi ci rimette in tutto questo sono le altre giocatrici, quelle che si sono sempre allenate duramente per migliorare le proprie capacità ma che nulla possono contro la loro genetica. La pallavoliste non discriminano di certo Tiffany e le sue scelte, forse però pensano anche a se stesse e appunto ai loro di sogni.

Da un lato c’è una donna, che indubbiamente è donna a tutti gli effetti, che prima era intrappolata in un corpo che non era il suo e che ha avuto tutto il diritto di realizzare se stessa diventando ciò che sentiva di essere. Dall’altro ci sono altre donne, che hanno combattuto e lottato per realizzare il loro sogno di poter giocare a Pallavolo e che per arrivare a certi livelli hanno dovuto faticare e non poco.

PALLAVOLO FEMMINILE, QUALE LA SOLUZIONE MIGLIORE?

Come bilanciare le due cose? Tiffany deve poter giocare nel campionato femminile? Non credo ci siano risposte giuste o sbagliate. Ciò che credo non sia giusto è mettere alla gogna una ragazza che ha solo voglia di essere finalmente se stessa, ma dall’altro lato non credo sia giusto definire discriminatorio l’atteggiamento di quelle pallavoliste che non sono d’accordo sul fatto che Tiffany possa giocare nel loro stesso campionato perché anche loro hanno il diritto di tutelare il proprio sogno.

In mezzo a questo fiume di polemiche ricordiamoci sempre però del lato umano, perché dietro alle parole che usiamo ci sono le persone e al centro di questa particolare storia c’è uno sport, la pallavolo, che è prima di tutto passione e il sogno condiviso di giocare con quel pallone e quella rete.

 

Dottoressa in Giurisprudenza con specializzazione in diritto penale, Avvocato praticante e (ormai) ex pallavolista.
Sto ancora studiando per realizzare il mio sogno di diventare un Magistrato,ma la grande passione della mia vita è sempre stata il calcio,l’unico vero amore il mio Milan. Cresciuta a pane volley e partite di pallone,sono passata dal divertire i miei amici con i miei commenti calcistici sui social a scrivere per davvero di calcio e volley, e non c’è niente di più gratificante che scrivere di ciò che ami!