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Toys‘R’Us fallisce: negli USA 33mila lavoratori a rischio

Dopo 70 anni la storica catena di giocattoli americana Toys’R’Us chiuderà tutti i suoi negozi negli Stati Uniti. Per anni è stata la fabbrica dei sogni per i bambini e un posto dove anche gli adulti potevano ritornare bambini, ma quel sogno ora sarà solo un ricordo.

Un portavoce della Wayne, società con sede nel New Jersey, ha dichiarato alla NBC News Wednesday che la catena sta liquidando le attività negli Stati Uniti e vendendo le scorte in tutti i 881 negozi statunitensi.  La chiusurà coinvolgerà 33mila lavoratori. 

fallimento toys

“Questo è un giorno profondamente triste per noi e per i milioni di bambini e famiglie che abbiamo servito negli ultimi 70 anni” – ha dichiarato l’amministratore delegato Dave Brandon. Aggiungendo inoltre: “Sono molto deluso dal risultato, ma non abbiamo più il supporto finanziario per continuare”.

Il gigante Usa dei giocattoli non riesce più a essere competitivo di fronte ad Amazon e agli altri big dell’ecommerce. A nulla è valso il ricorso all’amministrazione controllata che a settembre sembrava potesse aiutare l’azienda a risollevarsi, proteggendosi dai creditori e trovando un modello di business più pulito e un debito maggiormente gestibile. E neanche un nuovo prestito da 3 miliardi di dollari (parte del quale proveniente da una cordata bancaria guidata da Jp Morgan) le ha consentito di invertire la tendenza.

L’azienda fu fondata nel 1948 da Charles Lazarus come Children’s Supermart, cambiò il suo nome in Toys R Us nel 1957. In mezzo secolo ha raggiunto il monopolio assoluto nel settore dei giocattoli negli USA e, con le sue prestigiose sedi, in tutto il mondo.

Cosa succederà ai fabbricanti di giocattoli?

Le aziende di giocattoli, sia grandi che piccole, perderanno un posto privilegiato dove testare i loro nuovi giocattoli. Toys R Us, infatti è stato un trampolino di lancio per tanti giocattoli e mode emergenti in questo settore. I produttori di giocattoli ora dovranno trovare nuovi posti per vendere i loro prodotti e certamente non basteranno le grandi catene “on line” come Amazon o Cdiscount.

Bisogna considerare, inoltre che Toys R Us rappresenta circa l’11% delle vendite annuali di Mattel e circa il 9% del volume annuale di Hasbro ed entrambe già ultimamente hanno avuto risultati finanziari poco brillanti, al punto che l’anno scorso si è parlato della possibilità di una fusione tra di loro.

Ma le aziende di giocattoli più piccole vivranno tempi ancor più difficile. Ad esempio la Ravensburger, azienda nota per la produzione delle scatole di puzzle, potrebbe perdere fino al 40% di vendite, con forti ricadute occupazionali.

Di certo il fallimento di Toys ‘R’ Us segna la fine di un’epoca e un forte cambiamento, ma i bambini di oggi non se ne accorgeranno, già abituati all’online e ai videogiochi fin dalla nascita.

      

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Antonio Caporaso

Antonio Caporaso è nato a Salerno, vive a Portici. Laureato in Giurisprudenza, è fotoreporter dal 1990. Insieme con Jacopo Naddeo, dal 2016 ha costituito un laboratorio per le arti fotografiche in Pellezzano (Sa). Ha partecipato a numerose mostre e concorsi fotografici. Scrive libri e collabora con alcune riviste e case editrici nazionali.
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