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Treni bloccati per neve, Trenitalia: “Abbiamo Sbagliato”

Nevica su mezza Italia, e i viaggiatori nelle stazioni ferroviarie di tutta la penisola aspettano un treno che li porti a destinazione. Tutti col naso all’ insù a guardare quei magnifici tabelloni elettronici che intanto propongono cancellazioni e ritardi dei treni.

In Italia basta una nevicata per creare imbarazzo e scompiglio perfino tra i navigati dirigenti dei servizi pubblici di mobilità.

Le scuse di Trenitalia

Dopo due giorni di caos legati ad un ondata di gelo già prevista da circa una settimana, l’amministratore delegato di Trenitalia, Renato Mazzoncini, si scusa così per i disagi patiti dall’utenza: “Sono stati commessi degli errori, che non ripeteremo. E dobbiamo delle scuse ai passeggeri. Quando uno sta sette ore in treno c’è poco dire, bisogna solo scusarsi, e attrezzarsi per fare sì che non accada più”.

Ma la neve e il gelo erano già stati preannunciati da tempo. Cosa ha fatto Trenitalia per prevenire i disagi?

A parte la favola delle “abbondanti nevicate” che non hanno permesso alle “scandiglie”, (resistenze elettriche attivate per evitare che attorno ai deviatori si formi il ghiaccio, ndr.), di funzionare adeguatamente, al punto da rendersi necessario l’intervento manuale degli operatori per liberare i binari da neve e ghiaccio, ed un treno dell’Alta Velocità, ITALO, bloccato per un guasto poco dopo la stazione di Orte, cos’altro non ha funzionato?

Sempre l’amministratore delegato Mazzoncini ci fa sapere che: “Da Firenze in su tutta la rete è attrezzata per affrontare le emergenze climatiche, tant’è che la circolazione è normale come nel resto d’Europa. Nel Lazio invece la rete non è massicciamente attrezzata“. Ma questo non serve a giustificare i rilevati disagi patiti dai passeggeri.

Forse il vero problema, ed è inutile nasconderlo perché è sotto gli occhi di tutti, soprattutto dei pendolari che ogni mattina si spostano con i mezzi pubblici per andare a lavorare, è strutturale: ovvero un materiale rotabile ed una rete ferroviaria vecchio che non ha retto in una situazione di emergenza. A questo va aggiunto un deficit evidente sul piano della comunicazione.

Comunque aldilà di ogni facile polemica, resta il fatto che i treni ad Alta Velocità hanno accumulato fino a sette ore di ritardo, tutti gli Intercity da e per Roma Termini sono stati cancellati, dirottando i passeggeri dell’Alta Velocità alla Stazione Tiburtina. Complessivamente Trenitalia ha soppresso il 20% dei treni a lunga percorrenza e il 70% di quelli del traffico regionale. Un disagio che ha riguardato migliaia di semplici cittadini, ma anche “clienti vip”, da Fiorello a Dario Franceschini fino a Sabina Guzzanti.

L’Intercity 794

Una vera è propria odissea, invece, l’hanno patita i viaggiatori a bordo dell’Intercity 794 partito da Reggio Calabria alle ore 21.35, di lunedi 26 in perfetto orario e arrivato a Torino Porta Nuova martedì 27 dopo circa ventisette ore di viaggio. Dei circa 300 passeggeri partiti da Reggio Calabria solo due hanno raggiunto la destinazione finale. I due eroi, marito e moglie sono: il signor Antonino Nicolò, 73 anni, e la signora Domenica Lombardo, 71 anni. Ecco quanto dichiarato dal sig. Nicolò appena sceso dal treno con la moglie e le sue cinque valige: “È dagli anni Sessanta che facciamo su e giù in treno. I viaggi difficili sono stati tanti. Ma uno come quello dell’altro giorno no. Ventisette ore per arrivare a casa sono da denuncia. Siamo sbarcati sulla Luna. E basta un po’ di neve a paralizzare un Paese”.

Ed aggiunge: “Avevamo una cuccetta. Un Intercity vecchio e malandato. Tutto arrugginito, il bagno quasi impraticabile. Un viaggio della vergogna ancora prima del ritardo. Fino a pochi anni fa c’erano tanti treni che, passando dalla Liguria, collegavano Torino con la Calabria. Oggi li hanno tagliati quasi tutti”.

E intanto il CODACONS ha presentato un esposto alle 104 procure della Repubblica in tutta Italia sui forti disagi subiti dai passeggeri nel trasporto ferroviario e lancia una azione risarcitoria per tutti quei viaggiatori che hanno subito ritardi dei treni superiori alle 3 ore. Per maggiori dettagli, consultare il sito www.codacons.it

Antonio Caporaso

Antonio Caporaso è nato a Salerno, vive a Portici. Laureato in Giurisprudenza, è fotoreporter dal 1990. Insieme con Jacopo Naddeo, dal 2016 ha costituito un laboratorio per le arti fotografiche in Pellezzano (Sa). Ha partecipato a numerose mostre e concorsi fotografici. Scrive libri e collabora con alcune riviste e case editrici nazionali.

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