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Uber abbandona il progetto delle macchine a guida autonoma per le auto volanti

In seguito allo schianto fatale di una macchina a guida autonoma della flotta di Uber, che ha causato una vittima a Tempe lo scorso 19 marzo 2018, la società di trasporti ha subito un colpo durissimo e ha preso dei provvedimenti radicali.

Infatti, negli ultimi mesi Uber ha appurato che i sistemi di bordo delle macchine a guida autonoma, in fase di test negli Stati Uniti e in Canada, sono inaffidabili e per tale ragione ha deciso di chiudere temporaneamente il programma di prova delle macchine a guida autonoma.

Inoltre, in queste ore la stampa americana ha diffuso la notizia che la società di trasporti ha licenziato i 200 dipendenti che sono responsabili del progetto delle macchine a guida autonoma e che hanno lavorato nella sede di Uber in Arizona.

Intanto, la società di trasporti ha aperto un centro di ricerca a Parigi per realizzare delle auto volanti nel contesto del piano dedicato “Uber Elevate” e ha assicurato che non ha abbandonato completamente il sogno di sviluppare delle macchine a guida autonoma, annunciando la ripresa dei test in Pennsylvania alla fine del 2018.

In conseguenza al comunicato ufficiale di Uber, sono sorti dei dibattiti sul tema delle auto volanti, soprattutto riguardo alla loro utilità e alla loro pericolosità. A favore della prima si sono schierate diverse aziende, tra cui Lilium e AeroMobil, che acclamano le auto volanti come la soluzione ottimale alle strade sovraffollate.

Invece, a favore della seconda si sono pronunciati altre voci note. Il più scettico sulla tecnologia emergente è paradossalmente il futurista Elon Musk, che ha avvertito che le auto volanti potrebbero rappresentare una minaccia significativa per la sicurezza delle persone a terra.

«Ci saranno milioni di veicoli che voleranno dappertutto e, inevitabilmente, ci sarà qualcuno che non riparerà la sua auto in modo corretto, per cui potrebbe cadere un coprimozzo e ghigliottinare un passante.», ha detto Elon Musk a una folla al Leo Baeck Temple a Los Angeles, durante un evento organizzato per discutere della sua proposta di eliminazione del traffico: “Tunnel”.

Il Centro Tecnologie Avanzate della società di trasporti spera di dimostrare a Elon Musk che si è sbagliato, investendo 20 milioni di euro in un programma di cinque anni da impiegare anche per creare delle reti intelligenti, usate per migliorare la sicurezza dei mezzi autonomi sia in aria che a terra.

Dara Khosrowshahi, amministratore delegato di Uber, ha dichiarato: «Grazie ai suoi ingegneri di fama mondiale e al suo ruolo di primo piano in aviazione, la Francia è il luogo perfetto per avanzare con il nostro programma “Uber Elevate”.».

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Laura Tarallo

Laureata in Criminologia, mi appassiona la cultura in ogni sua forma: la letteratura, l'arte, la scrittura, la musica, i videogames, la scienza, la cucina, il fitness, la fotografia e il cinema.

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