Vaccino obbligatorio per l’asilo, la sentenza del Consiglio di Stato

Vaccini obbligatori per l’accesso agli asili nido e alle scuole dell’infanzia. La decisione del Consiglio di Stato, che conferma di fatto quella già assunta dal Tar del Friuli, scatena già le polemiche. Eppure la decisione del Consiglio Comunale di Trieste di imporre il vaccino obbligatorio ai bambini per l’iscrizione all’asilo è ormai realtà.

La sentenza, giunta in tempi record, si innesta nel solco delle mille polemiche sulla vicenda mettendo la parola fine ad una questione fin troppo dibattuta. Il vaccino obbligatorio prescinde dalla responsabilità genitoriale e soggiace al diritto alla salute, soprattutto in un’età delicata come quella prescolare.

Vaccino si o vaccino no? In Italia questione dibattuta

Nel nostro paese la questione vaccini è ampiamente dibattuta: da un lato chi vorrebbe renderli obbligatori, dall’altro un movimento (tutt’altro che di piccole dimensioni) fautore della dannosità dei vaccini. Il punto è che il trend sembrerebbe essere inquietante: molte delle malattie per le quali oggi è disponibile un vaccino, sono in rapida espansione nel nostro paese. La pronuncia del Consiglio di Stato va, insomma, nella direzione auspicata anche dalle autorità.

Per il Ministro della Salute, Lorenzin, la scelta del tribunale amministrativo è “un’ottima decisione”. “Secondo me farà giurisprudenza perché mette sulla bilancia due diritti e rende più pesante il diritto alla salute pubblica e a una salute diffusa come quella che danno i vaccini – ha dichiarato la Ministra a Sky Tg24 – Tra l’altro grazie a questa sentenza avranno vita molto più facile tutte quelle normative che si stanno attuando in varie regioni d’Italia e che io vedo molto favorevolmente».

Napoletano di nascita e cilentano d’adozione, è appassionato di letteratura sportiva e del Calcio Napoli. Nasce economista per svista con la grande necessità di comunicare e di trasmettere. Di condividere e di parlarne. Il tempo libero è dedicato alle sue grandi passioni, tra cui i cani. Massimo Esposito su Twitter