WPP, Martin Sorrell lascia la presidenza

Il manager è accusato di cattiva condotta personale a causa di un uso improprio dei fondi aziendali.

sorrell-wpp-pubblicità

Mentre guardo avanti, vedo che l’attuale crisi che stiamo vivendo sta semplicemente mettendo troppa pressione inutile sul business. Per questo motivo ho deciso nell’interesse di tutti, nell’interesse dei nostri clienti, nell’interesse di tutti gli azionisti, sia grandi che piccoli, e nell’interesse di tutti i nostri stakeholder, che è meglio io mi faccia da parte. Come fondatore posso dire che il WPP non è solo questione di vita o di morte, era, è e sarà più importante di ciò che è ora. Buona fortuna e buon proseguimento per tutti voi … ora ritorno al futuro“. Con queste brevi parole Sir Martin Sorrell lascia l’agenzia pubblicitaria britannica più importante del mondo.

Il top manager settantatreenne è stata accusato di cattiva condotta personale a seguito di un uso improprio dei fondi messi a disposizione dall’azienda. Il consiglio d’amministrazione del WPP aveva incaricato un consulente legale esterno al colosso pubblicitario di indagare circa le presunte accuse mosse contro il manager e avrebbe ricevuto al termine di questa settimana un rapporto completo dell’indagine svolta. Robert Quarta, attuale presidente del Consiglio WPP, ha assunto il ruolo di presidente esecutivo, a seguito delle dimissioni di Sorrell, sino a quando non verrà individuato il sostituto di quest’ultimo. I due dirigenti, Mark Read e Andrew Scott, invece sono stati nominati entrambi responsabili unici per le operazioni e le gestioni quotidiane dell’azienda.

Negli ultimi 33 anni, ho passato ogni singolo giorno a pensare al futuro del WPP. Abbiamo avuto un piano di successione in atto per qualche tempo. Abbiamo superato tempeste difficili in passato. E i nostri talenti hanno sempre vinto, sempre. Come alcuni di voi sanno, la mia famiglia si è espansa di recente, WPP sarà sempre anche la mia bambina. Quarta ha detto che c’è un “eccezionale team di potenziali candidati” dal top management del WPP, nonché una lista costantemente raffinata di candidati esterni” – prosegue Sorrell sostenendo come il suo unico pensiero in questi anni sia stata la crescita della sua azienda.

sorrell-wpp-dimissioni

Ma investitori e analisti sono sicuri di una cosa: il prossimo manager, che prenderà l’eredità di Sorrell, dovrà essere esterno all’azienda WPP. L’agenzia di Marketing impiega oltre 200.000 dipendenti in 400 aziende pubblicitarie separate che lavorano in più di 3.000 uffici in 112 paesi. Chiunque accetti il WPP si ritroverà dinanzi un impero tentacolare, gestito in modo autocratico con durezza e fermezza secondo la politica societaria che è stata soprannominata “Sorrellcentricity“. Sicuramente un compito non facile attende il successore che a tratti sembra rasentare l’impossibile gestionale.

Gli analisti invece sono concordi tutti nel sottolineare come la caduta di Sorrell comporti la caduta del WPP con importanti ripercussioni sull’agenzia pubblicitaria a tutti i livelli, ma anche nel mondo globale del marketing. “Ci sarà il caos. Il settore non è preparato, i clienti non sono preparati. Nel breve termine ci sarà il caos. Il settore pubblicitario è gestito come uno show business. È tutto a breve termine e questo è il problema” – sostiene il dirigente pubblicitario senior di una holding rivale. Ma la WPP, che ha una capitalizzazione annua di oltre 15 miliardi di Sterline, nell’ultimo anno di gestione Sorrell è riuscita a perdere oltre la metà dei proventi, ossia 9 miliardi di sterline, in spese al di fuori del business.

La WPP riportò il dato peggiore nella recessione in campo pubblicitario del 2009, anno definito dallo stesso Sorrell “non un bell’anno“. La figura del manager britannico è tra le più controverse, in quanto è tra le più pagare in tutto il Regno Unito con più di 200 milioni di sterline di rendita, con aumenti di stipendio e guadagno del tutto autonomi. Alla fine del 2015 il suo patrimonio attivo ammontava a oltre 70 milioni di sterline, il più alto in tutto il Regno Unito. Nel 2012 durante la ribellione degli investitori, soprannominata “la primavera degli azionisti”, si disse che il 60% degli azionisti e degli investitori erano scontenti e avrebbero votato contro Sorrell affinché pagasse la caduta degli affari. Un risultato sicuramente sconcertante e umiliante di una delle più lunghe rivolte di tutta la storia economica del Regno Unito.

Attualmente Sorrell e la sua famiglia detengono 1,8% delle azioni della WPP con un valore approssimativo a 250 milioni di sterline, ma lo stesso ex manager si è detto disponibile ad assistere al passaggio di consegne verso il suo successore.

Pubblicato da Davide D'Aiuto

Laureato in Scienze dell'Informazione editoriale, pubblica e sociale, amo scrivere più di qualunque altra cosa al mondo. Il giornalismo è la mia vita. Quando non scrivo viaggio e scatto fotografie perché adoro scoprire il mondo e leggerlo come un libro.