Cronaca

Referendum Catalogna 2017: violenze della Polizia, proiettili e file ai seggi

Questo è il giorno di Davide contro Golia. In Catalogna sotto una pioggia battente migliaia di cittadini sono in fila all’esterno dei seggi ancora aperti. Molti seggi sono stati chiusi dalla Polizia Nazionale e dalla Guardia Civile sia pacificamente che con la violenza.

A Barcellona i seggi centrali sono già stati chiusi e ogni cittadino con la scheda elettorale timbrata è accolto con un applauso. Emblematici i fatti di Girona dove le porte di un seggio sono state sfondate dagli agenti e scrutatotri e votanti sono stati trascinati con la forza. L’atteggiamento violento si è reso necessario, a detta del procuratore, in seguito alla resistenza dei Mossos.

La polizia regionale, incaricata di bloccare le operazioni di voto, ha disertato agli ordini e sta permettendo le operazioni di voto. In alcune città anche i pompieri hanno formato cordoni umani per permettere le operazioni di voto, dove non è arrivata la polizia infatti si respira aria di festa.

Referendum per l’autodeterminazione, Puigdemont al seggio

Essendo stato chiuso il seggio locale del presidente a Girona, lo stesso ha potuto votare presso un altro seggio. Il Governo questa mattina ha invitato gli elettori, infatti, a votare in qualsiasi seggio aperto, istituendo un registro comune dei votanti. Secondo fonti del governo sarebbero ancora aperti il 73% dei seggi.

Nonostante il governo di Madrid abbia bloccato la rete internet le operazioni procedono comunque. Il Presidente è stato accolto da manifestanti che al grido di “Votarem” (“voteremo”) gli hanno offerto garofani rossi, simbolo indipendentista e anche di lotte passate.

Le prime dichiarazioni sono state molto dure. Si è parlato di violenza inutile, di violenza di stato e che si voterà ad ogni costo. Parole ancora più dure della sindaca di Barcellona Colau. “Un presidente di un governo codardo ha inondato di polizia la nostra città – questo il tweet della sindaca – Barcellona città di pace, non ha paura”

Barcellona, operazioni di polizia e reazioni internazionali

“Un voto non può essere mai un golpe; impedire quel voto, a volte, può esserlo.”, il commento di un utente di Twitter. Tante critiche anche per la collaborazione di Google con il governo spagnolo. Si moltiplicano gli appelli per portare viveri e beni di prima necessità a coloro che occupano i seggi da venerdì sera.

Altri però sono scettici verso i moti popolari, un altro utente di Twitter ragiona così: “La secessione della Catalogna, non motivata da oppressione o discriminazione, non convince e pare di natura economica”. Grandi critiche, inoltre, per la presunta esplosione di proiettili di gomma contro i manifestanti.

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Matteo Squillante

Napoletano di nascita, attualmente vivo a Roma. Giornalista pubblicista, mi definisco idealista e sognatore studente di Storia e Culture Globali presso l'Università di Roma Tor Vergata. Osservatore silenzioso e spesso pedante della società attuale. Scrivo di ciò che mi interessa: principalmente politica, cinema e temi sociali.
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