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Chi è Chester Bennington, Cantante dei Linkin Park Morto Suicida?

24E’ morto suicida all’età di 41 anni Chester Bennington, cantautore e musicista statunitense, famoso per essere il frontman e voce storica dei Linkin Park. La notizia ha lasciato il mondo della musica sotto shock. Il primo membro della band a commentare l’accaduto è stato Mike Shinoda tramite Twitter: ”Sono sconvolto, ho il cuore spezzato, ma è successo davvero. Pubblicheremo un comunicato ufficiale non appena ne avremo uno”.

Biografia di Chester Bennington: da un’infanzia complicata a un successo mondiale

Chester Bennington nacque a Phoenix il 20 marzo 1976. Il cantante non ebbe una vita facile: dopo il divorzio dei genitori andò a vivere col padre, all’età di 11 anni iniziò a fumare marijuana e in seguito soffrì di dipendenza da droghe pesanti. La sua infanzia fu segnata da un evento traumatico: dai 7 ai 13 anni fu molestato da un ragazzo adolescente che a sua volta era una vittima e per questo Chester decise di non denunciarlo. A soli 20 anni diventò padre, si sposò due volte ed ebbe 6 figli.

Nel 1998 il gruppo degli Xero era alla ricerca di un cantante, Chester effettuò un provino al telefono e mostrò un talento non comune a tutti. Entrò a far parte degli Xero e l’anno seguente cambiarono il loro nome in Hybrid Theory che come molti sanno è il nome di uno dei primi dischi pubblicati dal gruppo. Dopo essere riusciti ad ottenere un contratto con la Warner Bros. Records divennero i Linkin Park. Da quel momento in poi la band ebbe successi continui e l’album d’esordio, Hybrid Theory, divenne il disco di maggior successo nel genere nu metal (più di 27 milioni di copie in tutto il mondo). In seguito pubblicarono altri 6 album, tra cui l’ultimo “One More Light” che risale al 19 maggio 2017.

I Linkin Park sono diventate una delle band più acclamate al mondo, grazie anche alla forza e all’energia trasmessa durante i loro concerti, riuscendo ad influenzare un’intera generazione.

Chester Bennington è morto: le cause del suicidio

Il cantante molto probabilmente soffriva già di depressione. Circa un mese fa il figlio pubblicò un post su Twitter dedicato al padre per distoglierlo da qualsiasi pensiero riguardo la morte: ”Papà goditi le prove e qualsiasi altra cosa tu stia facendo oggi. Ama la vita perché è un Castello di Vetro”, in riferimento al brano dei Linkin Park “Castle of Glass”. Chester Bennington era già distrutto a causa della morte di uno suo grande amico Chris Cornell, morto anche lui suicida il 18 maggio 2017, al quale Chester dedicò una lettera pubblicandola su Twitter.

“Ho sognato i Beatles la notte scorsa. Mi sono svegliato con ‘Rocky Raccoon’ in testa e lo sguardo preoccupato di mia moglie. Mi ha detto che il mio amico era appena morto. Pensieri su di te hanno inondato la mia mente e ho pianto. Sto ancora piangendo, triste e grato per aver condiviso alcuni momenti molto speciali con te e la tua bellissima famiglia. Mi hai ispirato in modi che nemmeno puoi immaginare. Il tuo talento era puro e senza rivali. La tua voce era gioia e dolore, rabbia e perdono, amore e crepacuore, tutto insieme. Suppongo che questo è ciò che siamo tutti. E tu mi hai aiutato a capirlo. Ho appena guardato un video di te che cantavi ‘A day in the life’ dei Beatles e ho ripensato al mio sogno. Mi piace pensare che mi stessi dicendo addio alla tua maniera. Non posso immaginare un mondo senza te dentro. Prego perché tu possa trovare pace nella prossima vita. Mando il mio affetto a tua moglie, i tuoi figli, gli amici e la famiglia. Grazie per avermi permesso di far parte della tua vita”.

Il giorno in cui Chester Bennington si è tolto la vita il suo amico avrebbe compiuto 53 anni e nessuno sa se si tratti di una coincidenza o meno. Ma una cosa è certa, non verrà dimenticato il feeling speciale dei Linkin Park, ma soprattutto di Chester con il pubblico di quasi mezzo mondo, compreso quello italiano, infatti circa un mese fa la band si è esibita al parco di Monza con un sold out di 80 mila spettatori.

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