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Emma Gonzalez contro Trump e le armi (Video)

Emma Gonzales, studentessa della Marjory Stoneman Douglas High School di Parkland in Florida, è scampata all’attacco del 14 febbraio scorso e a soli 17 anni, con un discorso che ha fatto il giro del mondo, ha sfidato le lobby delle armi e lo stesso presidente Trump.

Sarà proprio lei a guidare la manifestazione contro le armi che si terrà a Washington il 24 di marzo, la “Marcia per le nostre vite”, come è stata chiamata. L’autore della sparatoria è un ex studente dello stesso liceo, Nikolas Cruz, allontanato anni prima dall’istituto a causa di comportamenti considerati pericolosi per gli altri studenti. Il ragazzo era conosciuto da tutti come un tipo problematico, aggressivo e appassionato di armi: tante sono le foto postate sui social networks che lo ritraggono con in mano coltelli, pistole, fucili. Nikolas è tornato un’ultima volta nel suo ex liceo con un fucile d’assalto semi-automatico Ar-15 ed ha aperto il fuoco uccidendo 17 persone.

Il discorso di Emma

È proprio ricordando queste 17 vittime che Emma ha pronunciato parole durissime nei confronti di tutti coloro che fanno della produzione e del commercio delle armi un mestiere estremamente redditizio  e contro tutti quei politici, contro lo stesso presidente, che accettano i finanziamenti della NRA, la National Rifle Association. “Shame on you” ha gridato davanti alla folla di persone riunite a Fort Lauderdale, “vergognatevi”. Quello del 14 febbraio non è il primo mass shooting del 2018 e negli Stati Uniti il dibattito sulla necessità di regolare la vendita di armi da fuoco è stato aperto tante volte non riuscendo però a portare cambiamenti concreti nella legislazione americana. Infatti, il II emendamento della Costituzione garantisce il diritto inviolabile di ogni cittadino di possedere un’arma. E chiunque in America, al raggiungimento della maggiore età (21 anni), ha la possibilità e il diritto di acquistarne una.
All’indomani dell’accaduto, il presidente Donald Trump ha postato sul suo profilo Twitter un tweet che recita: “So many signs that the Florida shooter was mentally disturbed, even expelled from school for bad and erratic behavior. Neighbors and classmates knew he was a big problem. Must always report such instances to authorities, again and again!” (“Così tanti segnali dimostravano che il tiratore dell’attacco in Florida fosse mentalmente disturbato, addirittura era stato espulso dalla scuola per comportamenti irregolari e sbagliati. I vicini e I compagni di classe erano consapevoli del fatto che fosse un grosso problema. Bisogna sempre riferire questi fatti alle autorità, ancora e ancora!”). Emma decide di rispondergli: “Lo abbiamo fatto, tantissime volte”. Per poi aggiungere: “Per nessuno che lo conoscesse è stata una sorpresa sapere che fosse lui l’assassino”. La ragazza sottolinea che i disturbi mentali di chi spara non sono comunque il problema centrale della questione (“non avrebbe fatto del male a così tante persone se avesse usato un coltello!”): la colpa deve unicamente ricadere su chi le armi le vende a chi ha questo tipo di problemi, chi esalta un mondo fondato sul culto delle armi e che in qualche modo fomenta le idee malsane di persone mentalmente instabili. “Se il presidente Trump volesse venire a dirmi in faccia che è stata una terribile tragedia e come questo non sarebbe mai dovuto accadere continuando comunque a non fare nulla, gli chiederei quanti soldi ha ricevuto dalla National Rifle Association. Ma, hey, è qualcosa che già so: 30.000.000 dollari” ha commentato sarcastica le parole di Trump la 17enne, sostenuta dall’uditorio con applausi e grida di approvazione. Ha domandato al presidente: “Trump, è questo il valore che dai a queste persone?”, facendo riferimento a tutti coloro che, in solo un mese e mezzo dall’inizio del 2018, hanno perso la vita, uccisi in una sparatoria.

Un anno fa, nel 2017, il presidente ha infatti deciso di abrogare un regolamento voluto dalla presidenza Obama che avrebbe reso più complesso l’acquisto di armi da fuoco per persone con disturbi mentali. Emma ha parlato anche di questo, dicendo: “non ho bisogno di uno psicologo e non ho bisogno di essere una psicologa per sapere che abrogare quel regolamento è stata davvero un’idea STUPIDA”.
La ragazza ha poi concluso il suo discorso attaccando violentemente tutto quello che viene spesso detto dai politici riguardo alla questione, come il fatto che non si possa fare nulla per impedire il verificarsi di queste vicende, che nemmeno leggi più restrittive possono risolvere il problema.
In molti hanno denunciato l’assurdità di questa mancanza di restrizioni nell’acquisto e nella detenzione di armi. Tuttavia, sentire le stesse parole di denuncia provenire da una ragazza di 17 anni fa un effetto diverso e fa davvero sperare nella possibilità di un cambiamento che sarebbe epocale per un paese dove per molti quello delle armi è un vero e proprio culto.

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Eleonora Panseri

Milanese di adozione, romana di nascita. Classe 1994, laureata in “Lingue” all’Università La Sapienza di Roma, attualmente frequento il corso di laurea magistrale in “Editoria, culture della comunicazione e della moda” dell’Università degli Studi di Milano. Interessata a tutto ciò che accade nel mondo, sogno un futuro nel giornalismo. Nel tempo libero, leggo, scrivo e viaggio.
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