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Chi era John Wayne Gacy, il clown killer che terrorizzò gli Stati Uniti

John Wayne Gacy è conosciuto come "Pogo il Clown" e ha compiuto 33 omicidi tra il 1972 al 1978

Il clown è una figura che incute quasi sempre un certo timore. Quando si parla di pagliacci non può non tornarci alla mente Pennywise, il pagliaccio assassino creato dal genio artistico di Stephen King, che ha letteralmente terrorizzato intere generazioni sia nel romanzo che nel film. In teoria si tratta solo di horror fantasy senonché ci sono fatti di cronaca che testimoniano la reale esistenza di clown killer: il personaggio in questione è l’insospettabile John Wayne Gacy.

John Wayne Gacy, conosciuto anche come “Killer Clown”, ha terrorizzato l’America dal 1972 al 1978 con una serie di efferati delitti: 33 in totale. Il killer, infatti, rapiva, torturava, sodomizzava e uccideva le sue vittime, prevalentemente adolescenti di sesso maschile. Il nome con cui è diventato noto deriva dal fatto di aver intrattenuto i bambini durante alcune feste con costume e trucco da clown facendosi chiamare “Pogo il Clown”.

John Wayne Gacy: la biografia

La storia di John Wayne Gacy è stata segnata da abusi fisici e psicologici. Il padre di John, stravolto dall’alcool, sfogava le sue frustrazioni contro il figlio, che all’età di 9 anni fu anche vittima di violenza sessuale da parte di un amico di famiglia.

Successivamente, all’età di 11 anni, ebbe un incidente che gli causò un ematoma cranico, trascurato dalla sua famiglia per cinque anni. L’ematoma subito gli comporto forti mal di testa e perdita della memoria dovuti tra l’altro a un ristagno di sangue, rimosso chirurgicamente in un secondo momento.

Gli episodi traumatici legati alla sua adolescenza non hanno impedito a John risvolti positivi, a partire dall’adesione alla politica: infatti a 18 anni iniziò a lavorare come assistente del candidato del Partito Democratico del suo paese. Conseguì anche una laurea in economia e commercio e divenne dirigente di una catena di fast food. Nello stesso periodo si diede al volontariato.

Nonostante l’aria da “brava persona”, Pogo il Clown nascondeva un segreto nonostante fosse sposato e padre di due figli: l’omosessualità. Repressione della natura, insoddisfazione e il cruento passato hanno concorso all’exploit dello stesso, culminato negli efferati delitti.

I primi reati

Il primo reato di John risale all’agosto del 1967, quando aggredisce il figlio di un suo amico, un ragazzo di 15 anni. A ciò seguono una serie di violenze nei confronti di altri ragazzi e, per questo, viene denunciato dalla polizia. Di fatto fu indagato e arrestato per molestie sessuali e sodomia ai danni di giovani adolescenti.

L’uomo pensò bene di depistare le accuse a suo carico pagando un suo dipendente affinché intimidisse uno degli adolescenti violentati. Il suo obiettivo era far sì che evitasse di testimoniare al processo. Il dipendente, sotto un lauto pagamento di 300$, pestò a sangue il malcapitato ma fu a sua volta denunciato e arrestato.

John venne quindi incriminato per i suoi reati di molestie con l’aggravante di aver cercato di intimidire un testimone. Fu condannato a 10 anni, ma solo dopo 18 mesi ottenne la scarcerazione per buona condotta.

Negli anni a seguire si dimostra un uomo eccellente nella società e negli affari ma, dietro le quinte, aumentano le molestie ai danni dei minori. In quanto personaggio attivo e membro democratico rispettato, si fece addirittura ritrarre con l’allora First Lady Rosalynn Carter.

Gli omicidi

La sua carriera da serial killer comincia parallelamente alle attività d’intrattenimento che svolge per i bambini durante le feste, travestendosi da clown. Fu egli stesso a dare il nome al suo personaggio: “Pogo il clown”.

La prima vittima di Gacy fu il 15enne Timothy Jack McCoy, ucciso il 2 gennaio 1972 a cui poi seguirono numerosi altri delitti: 33 in totale e di alcune vittime non si conosce tuttora l’identità. Il modus operandi del killer prevedeva il sequestro, la tortura, la sodomizzazione e infine l’uccisione delle vittime, sepolte successivamente sotto la sua abitazione oppure in cantina. L’attività omicida del clown killer, iniziata nel 1972, terminò con la sua cattura nel ’78, in seguito a un errore nell’occultamento della sua ultima vittima.

Detenzione e morte

Dopo la sentenza di colpevolezza, Gacy fu trasferito nel Menard Correctional Center di Chester, dove per 14 anni rimase nel braccio della morte. In prigione, Gacy si diede alla pittura: i soggetti che ritraeva erano per lo più pagliacci, alcuni dei quali erano suoi autoritratti nelle vesti di “Pogo”. Molti dei suoi dipinti furono venduti nel corso di varie aste, con prezzi oscillanti tra i 200 e i 20.000 dollari.

Nell’estate del 1984, la Corte Suprema dell’Illinois stabilì che il condannato sarebbe stato messo a morte per mezzo di una iniezione letale il 14 novembre seguente. Gacy ricorse a sua volta in appello contro la decisione, riuscendo a far spostare la data dell’esecuzione. Dopo un ultimo appello respinto nell’ottobre 1993, la Corte Suprema fissò la data dell’esecuzione definitiva per il 10 maggio 1994.

Gacy fu giustiziato il 10 maggio 1994 per mezzo di un’iniezione letale endovenosa, pochi minuti dopo la mezzanotte. L’ultima dichiarazione al suo avvocato prima dell’esecuzione fu “Prendervi la mia vita non compenserà la perdita di quelle altre”; inoltre, accusò lo Stato di assassinarlo. Le sue ultime parole prima dell’esecuzione furono semplicemente: “Baciatemi il culo!” (Kiss my ass!).

Secondo le perizie psichiatriche effettuate, Gacy mostrava una notevole intelligenza a cui si accompagnavano vari disturbi della personalità (disturbo istrionico di personalità, disturbo narcisistico, disturbo antisociale), correlati col sadismo e combinati con l’omofobia interiorizzata.

Il film “Gacy”

La storia del killer pagliaccio ha ispirato il film biografico Gacy diretto nel 2003 da Clive Saunders e uscito in Italia il 13 aprile 2008.

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Veronica Mandalà

Palermitana di nascita, sono laureata in Media, Comunicazione Digitale e Giornalismo all'Università "La Sapienza" di Roma. Appassionata scrutatrice della realtà in tutte le sue sfumature, mi occupo di attualità, politica, sport e altro.
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