Perché è stato ucciso Giancarlo Siani?

Perché è stato ucciso Giancarlo Siani?

Rispondere alla domanda sul perché è stato ucciso Giancarlo Siani, giornalista de Il Mattino, può apparire semplice ma allo stesso tempo nasconde sotto di se tante diramazioni che la complicano.

Sicuramente bisogna dire che quel maledetto 23 settembre del 1985 il giornalista “abusivo” venne ammazzato nel quartiere Arenella poco prima delle 21.00 da bel due squadre di assassini perché aveva avuto l’ardore di mettersi contro la Camorra. Lo stesso Siani, così come si è venuto sapere nel corso delle indagini aveva chiamato qualche giorno prima l’ex direttore dell’Osservatorio sulla Camorra Amato Lamberti per chiedere un incontro così da discutere di cose “…è meglio dire a voce”.

Su questo punto mai si è saputo niente tanto che lo stesso Lamberti interrogato come testimone al processo si è più volte contraddetto. Ma sul perché Giancarlo Siani fu ucciso dalla Camorra si deve far luce sul miscuglio di affari tra criminalità organizzata e politica locale su cui il giornalista “abusivo” indagava e scriveva su Il Mattino diretto da Pasquale Nonno. Quel soffermarsi sugli affari pubblici post-terremoto del 1980 nell’area vesuviana ha condannato a morte un giornalista esempio di legalità e professionalità.

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Giornalista professionista che cerca di raccontare, in maniera imparziale, i fatti. Per me scrivere è una passione, l’ho avuta sin da piccolo, che ho cercato di tradurre in mestiere.