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Coronavirus, plateau dei contagi raggiunto: cos’è e cosa significa

Il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità ha parlato di raggiungimento del plateau della curva dei contagi da Coronavirus. Cosa significa e cosa succede adesso?

Per Silvio Brusaferro, presidente dell’ISS, la curva del contagio da Covid-19 è in una fase di plateau, vale a dire che stiamo vivendo un momento di stabilità.

Da qualche giorno stanno arrivando segnali timidamente incoraggianti dai bollettini sul Coronavirus che quotidianamente ci vengono forniti dalla Protezione Civile. Oggi il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità ha introdotto un termine a molti sconosciuto per descrivere l’andamento recente della curva dei contagi parlando di plateau.

Cosa significa Plateau?

In ambito matematico per plateau si intende un tratto di una funzione approssimativamente parallelo all’asse delle ascisse. Rapportato alla questione del Coronavirus, vuol dire, in poche parole, che l’aumento dei casi di contagio nel nostro Paese non è più esponenziale come lo era qualche settimana fa.

Praticamente, se in un sistema di assi cartesiani, mettiamo sull’asse delle ascisse le varie date e su quello delle ordinate i valori relativi ai nuovi contagi, inserendo i dati di questi ultimi giorni, uscirebbe fuori una retta pressoché parallela all’asse delle ascisse. Ciò significa quindi che il contagio non è assolutamente in fase decrescente ma, quantomeno, si sta rivelando stazionario.

Cosa cambia?

È importantissimo sottolineare che non dovrà cambiare quasi niente nelle precauzioni che stiamo prendendo in questa fase contro il contagio da Covid-19. I dati sono sicuramente positivi ma ciò deve solo incoraggiare a continuare sulla strada del distanziamento sociale che, evidentemente, si sta rivelando la strada giusta.

La stabilizzazione del numero dei nuovi contagi è frutto anche delle misure prese che hanno abbassato il così detto indice di trasmissione che sta a indicare sostanzialmente il potenziale infettivo di una persona positiva. Attualmente questo indice è prossimo all’1 e ciò significa che, mediamente, un persona affetta da Covid-19 può contagiare solo un’altra persona. Ovviamente la guerra sarà vinta solo quando l’indice di trasmissione scenderà a un valore sensibilmente inferiori all’1.

Appare evidente che il primo obiettivo nella lotta al Covid-19 fosse quello di frenare la crescita spaventosa dei contagi a cui abbiamo assistito nelle scorse settimane. Adesso è già tempo di alzare nuovamente l’asticella senza perdersi in un inutile ottimismo poiché potremmo dire che il peggio è passato solo quando il numero dei guariti sarà superiore a quello dei nuovi contagiati.

Quando finirà l’isolamento?

Non è ancora il momento di allentare le misure prese contro il contagio ma è evidente che a un certo punto bisognerà pensare all’inizio della graduale ripresa della normale vita della nostra società. Le misure del Governo sono state prolungate oltre la data del 3 aprile e non è al momento possibile fissare una data certa per la riapertura.

Le scuole non riapriranno in quest’anno scolastico, questo ormai è quasi certo, mentre si potrebbe iniziare a pensare a una graduale riapertura delle attività produttive in tempi non troppo lunghi. Certamente è impossibile immaginare un ritorno repentino alle nostre vecchie abitudini poiché, come l’esempio cinese ci sta mostrando, ci saranno da rispettare determinate precauzioni ancora per un bel po’ di tempo prima di tornare alla piena normalità.

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Emanuele Terracciano

Nato ad Aversa (CE) il 22 agosto 1994 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Salerno. Collaboro con i siti di Content Lab dal 2015 occupandomi di sport, politica e altro.
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