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Scontri G20 Amburgo, manganelli contro manifestanti: centinaia i feriti

Ad Amburgo, nel primo giorno del G20, si sono verificati degli scontri che hanno coinvolto circa agenti e manifestanti. Il bilancio dei feriti è di oltre un centinaio: si parla di circa 159 uomini in divisa e 100 manifestanti; circa 44 invece gli uomini arrestati e una trentina di auto sono state incendiate.

Il primo giorno del tanto attesto G20 di Amburgo fornisce scenari totalmente contrastanti tra di loro. I leader presenti al summit hanno scelto di rappresentarsi in maniera informale e rilassata, tra abbracci e saluti. Niente foto di rito o passerelle per ora, solo un video pubblicato sulla pagina Facebook del Bundesregierung, il governo tedesco. Dall’altra parte, ci sono le strade e le piazze di Amburgo dove è in corso una vera e propria guerriglia urbana tra manifestanti e forze dell’ordine.

Il clima era già teso da giorni, a fronte di 100.000 manifestanti previsti sono stati schierati 40.000 tra agenti e vigilanti. L’uso di idranti, spray urticanti e manganelli è stato necessario, secondo la polizia tedesca, per contenere attivisti del black block che avrebbero rifiutato di scoprire il proprio volto alla richiesta degli agenti. Nei video pubblicati da attivisti locali e media internazionali, però, si vede che le cariche della polizia sono state effettuate anche ai danni di manifestanti con volto scoperto. Il tutto sarebbe avvenuto durante un sit-in pacifico organizzato nel quartiere di St.Pauli per bloccare il passaggio delle delegazioni governative.

Il movimento “Block G-20”

Nell’agenda dei manifestanti Amburgo è una tappa fondamentale. Nella città tedesca si incrociano le proteste degli anti-capitalisti, dei diritti per i rifugiati, per la comunità LGBT, per le donne (con particolare attenzione alla manifestazione delle donne curde contro Erdogan). Lo slogan degli organizzatori è “colour the red zone”, con chiaro riferimento all’occupazione della zona rossa della città interdetta al pubblico.

Tra le fila della protesta presenti anche molti italiani partiti da Sud a Nord per Amburgo. Non a tutti è stato consentito, però, l’accesso in Germania. Fonti italiane riportano che un gruppo di manifestanti bolognesi sia in stato di fermo preventivo da ieri presso l’aeroporto della città. Tra i manifestanti si respira aria di soddisfazione e di paura. Soddisfazione per aver scalfito il programma degli organizzatori del G20, costretti a deviare i cortei presidenziali e modificare gli impegni istituzionali; paura perchè a molti ricorda scene già vissute a Genova nel 2001, durante il famoso G8.

G20 ad Amburgo: il fronte istituzionale

Angela Merkel si ritiene soddisfatta per come il calendario dei lavori è stato organizzato. Sul piatto immigrazione, sicurezza, e conflittualità diplomatiche sorte negli ultimi giorni. Attesissimo anche l’incontro Trump-Putin. Le riunioni di preparazione del vertice, come quella controversa di Tallin, non hanno stemperato le tensioni accumulate tra i capi di stato. Il rischio che, dopo il G7, anche il G20 porti ad un nulla di fatto è molto concreto.

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Matteo Squillante

Napoletano di nascita, attualmente vivo a Roma. Giornalista pubblicista, mi definisco idealista e sognatore studente di Storia e Culture Globali presso l'Università di Roma Tor Vergata. Osservatore silenzioso e spesso pedante della società attuale. Scrivo di ciò che mi interessa: principalmente politica, cinema e temi sociali.
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