Vittorio Taviani, Morto all’età di 88 anni il regista maestro del cinema italiano

Cinema Italiano in lutto per la morte di Vittorio Taviani, storico regista che insieme al fratello Paolo è, di diritto, tra i maestri del nostro cinema

morto-taviani

È morto all’età di 88 anni un grande del cinema italiano come Vittorio Taviani. Insieme al fratello Paolo hanno scritto la storia del cinema. Il loro successo è arrivato nel 1969 con il film Sotto il segno dello scorpione. Nel cast di questa pellicola c’erano Gian Maria Volontè e Lucia Bosè. Il sucesso dei fratelli Taviani proseguì per tutti gli anni ’70 e ’80. Nel 1974 diressero un grande Marcello Mastroianni in Allonsanfan film ambientato  durante l’invasione napoleonica dell’Italia. Il successo internazionale dei fratelli Taviani arrivò nel 1977 con Padre Padrone, una pellicola che portò i due registi alla vittoria della Palma d’Oro al festival di Cannes.

Nel cast c’era anche un giovane Nanni Moretti. Nel 1984 Paolo e Vittorio Taviani diressero anche il duo comico Franco e Ciccio nel loro unico ruolo drammatico. I due attori siciliani fecero il loro ingresso nel terzo racconto pirandelliano del film La Giara.  Tra gli anni ’90 e ‘2000 la frequenza di uscita nelle sale delle loro pellicole fu ridotta.

Dopo alcuni flop, nel 2007 con la pellicola La masseria delle allodole raccontarono il genocidio degli armeni. Nel 2012 ottennero il loro ultimo successo internazionale grazie al film Cesare deve Morire con l’Orso d’oro al Festival di Berlino. La pellicola narra la messa in scena della tragedia di Shakespeare  Giulio Cesare da parte di alcuni detenuti del carcere romano di Rebibbia.

paolo-vittorio-taviani

Gli ultimi film diretti dai fratelli Taviani furono Maraviglioso Boccaccio del 2015 e Una questione privata del 2017. Nella prima pellicola c’era un cast di grandi attori come Paola Cortellesi, Carolina Crescentini, Vittoria Puccini, Kim Rossi Stuart, Riccardo Scamarcio, Kasia Smutniak, Jasmine TrincaLello Arena. Lo sfondo della storia è la Firenze del 1300 colpita dalla peste. Un gruppo di dieci giovani per sfuggire all’epidemia si riuniscono  in una casa in campagna. Per dieci giorni si raccontano storie d’amore, di sesso, di burle clamorose.

Il secondo invece uscito lo scorso anno nei cinema è ambientato durante la seconda guerra mondiale e narra la vicenda di un partigiano di nome Milton, interpretato da Luca Marinelli, che torna alla villa dove ha conosciuto l’amata Fulvia. Una volta arrivato lì scopre che potrebbe essere nata una storia d’amore tra la ragazza e l’amico Giorgio, anche lui combattente.