Cronaca

Addio a Fabrizio Frizzi, eterno gentleman della TV

Si è spento nella notte Fabrizio Frizzi, all’età di 60 anni. Il conduttore della Rai è stato ricoverato d’urgenza all’ospedale Sant’Andrea di Roma dove è deceduto a causa di un’emorragia cerebrale. Ad annunciarlo è la stessa famiglia del conduttore, dalla moglie Carlotta, al fratello Fabio e i familiari. Con la morte di Fabrizio se ne va un ulteriore pezzettino di quella televisione gentleman. E’ stato un conduttore educato, divertente, mai andato sopra le righe, ma quando c’era da dimostrare carattere non si tirava mai indietro.

I 40 anni di Rai

Le sue conduzioni erano ispirate ad un altro grandissimo conduttore del passato: Corrado. La sua fama è stata talmente grande da meritarsi un intero numero di Topolino, il 2778, che lo ha visto condurre “i soliti ignoti” in versione paperopoli. Il numero intitolato “La banda bassotti e i soliti ignoti” prevedeva la partecipazione dei tre furfanti disney al programma condotto da Paprizio Sfrizzi, ossia il Frizzi del mondo disney.

Padrone e conduttore del concorso Miss Italia, che ha tenuto per sedici lunghi anni, Fabrizio non ha mai rinunciato al suo ruolo di doppiatore, in alcuni casi, anche attore di cinema. Ha partecipato a programmi dal grande audience quali Ballando con le Stelle, Tale e quale Show, La posta del cuore con l’ex moglie Rita Dalla Chiesa, spettacoli teatrali quali la Vedova Allegra nel ruolo del barone Zeta. Unico programma che gli manca è proprio quel Festival di Sanremo che tanto aspirava a condurre.

Era partito dalla TV per ragazzi con i programmi il Barattolo (1980), Tandem e infine Pane e Marmellata. Negli anni ’90 ha presentato con successo Scommettiamo Che ed Europa Europa fino a giungere a Miss Italia. Successivamente si è guadagnato il prime time di Rai 1 grazie alla conduzione dei Soliti Ignoti e successivamente fino a giungere a L’Eredità.

Il ricordo dei colleghi 

Fabrizio è il mio fratellone” – lo ricorda così l’amico Carlo Conti, un uomo che aveva fatto la gavetta vera, partendo dal basso per arrivare al successo. “Con lei sono tornato bambino. Con i bambini vedi il mondo in un altro modo” – raccontava lo stesso Fabrizio, parlando della figlia Stella, avuta dalle seconde nozze con Carlotta Mantovan. “Non l’ho detto a nessuno perché sono una persona schiva e non sento il bisogno di dare visibilità a queste cose. Conoscevo Napolitano perché sotto la sua presidenza ho condotto nove volte la cerimonia ufficiale per l’inizio dell’anno scolastico. Fuori dal protocollo istituzionale è sempre stato cordiale e affettuoso, ma sia chiaro, proprio non mi aspettavo d’essere nominato commendatore” – spiegava ancora dopo la nomina a commendatore nel 2015 da parte del Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano. Una persona schiva, che non si lasciava andare a esaltazioni personali, che evitava accuratamente i flash dei fotografi, che non amava la pubblicità incensatoria.

frizzi-partita-cuore

È sempre stato in prima fila nelle campagne di solidarietà, quale le battaglie per Telethon e le Partite del Cuore. “All’epoca il mio midollo risultò compatibile con quello di una bimba le cui condizioni erano preoccupanti. Ricordo di essere uscito dall’ospedale e di aver subito condotto la Partita del cuore di quell’anno. Sei anni dopo, la più bella sorpresa della mia vita. Ero ancora al timone della Partita del cuore, stava finendo la diretta e già scorrevano i titoli di coda, quando una ragazzina mi corse incontro per abbracciarmi. Capii subito che si trattava di Valeria, la bimba alla quale avevo donato il midollo e che era venuta a salutarmi dicendomi di essere la mia sorellina“.

La Malattia

Ad ottobre del 2017 il primo malore serio, un campanello di allarme. Il ricovero, una serie di lunghi esami e le cure. Ma la sua “battaglia”, come amava definirla, non era finita. Tornato al timone de L’Eredità non si sarebbe mai arreso perché “l’affetto della famiglia, del pubblico e degli amici è una luce che illumina tutto. La vita è meravigliosa“. Anche durante la degenza non ha mai perso la voglia di aiutare la ricerca, la famiglia, gli amici di una vita in Rai. “Le priorità, dopo la paura e il ricovero, sono la famiglia e la salute. Se guarirò racconterò tutto nei dettagli, perché diventerò testimone della ricerca“.

Stanotte abbiamo tutti perso un fratellone, forse quel fratellone che non abbiamo mai avuto ma desiderato e sognato. Quel fratellone gentleman che ci ha alleggerito tante serate con la sua risata e quel pizzico di amore per la vita che non guasta mai. Ciao Fabrizio.

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Davide D'Aiuto

Laureato in Scienze dell'Informazione editoriale, pubblica e sociale, amo scrivere più di qualunque altra cosa al mondo. Il giornalismo è la mia vita. Quando non scrivo viaggio e scatto fotografie perché adoro scoprire il mondo e leggerlo come un libro.

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