Cronaca

Chi è Lavinia Flavia Cassaro, la maestra di Torino

“Non giudicatemi per quello che ho detto: stavano difendendo i fascisti“. Si difende così Lavinia Cassaro, maestra in una scuola di Torino, che ha urlato e inveito contro le forze dell’ordine preposte alla pubblica sicurezza durante il corteo di CasaPound svolto nel capoluogo Piemontese.

La maestra ha urlato ai pubblici ufficiali apostrofandoli come “Vigliacchi, mi fate schifo, dovete morire” disprezzando in quel momento ciò che quella divisa rappresentava, lo Stato italiano.

Durissima la risposta del Ministro dell’Istruzione, università e ricerca, Fedeli, la quale ha ritenuto “inaccettabile ascoltare dalla voce di una docente parole di odio e di violenza contro le forze dell’ordine. Il rispetto per chi serve lo Stato, per chi, come quella sera a Torino, stava compiendo il proprio dovere per garantire la sicurezza dei cittadini, è sempre dovuto. Sempre e da chiunque. E a maggior ragione da una insegnante, il cui ruolo è non solo quello di trasmettere nuovi saperi e nuove competenze, ma anche quello di educare le nuove generazioni ai valori della legalità, del rispetto reciproco, della convivenza democratica“. L’ufficio scolastico regionale del Piemonte ha deciso, informando sempre la Ministro, di avviare un provvedimento disciplinare ai danni della maestra.

Lavinia Cassaro, originaria della Sicilia e maestra dell’Istituto comprensivo Leonardo Da Vinci, però non ci sta a passare per il male assoluto di questo paese. Il segretario del Pd, Matteo Renzi, ha espressamente chiesto il licenziamento per lei, che un lavoro fisso ancora non ha. “Quelle sue parole hanno dell’assurdo” – ribatte la donna, che intanto dovrà difendersi in tribunale da una denuncia per oltraggio a pubblico ufficiale della DIGOS. Quest’ultimi, raccogliendo tutti i video e le immagini, hanno esposto il caso alla procura di Torino. Sicuramente nella donna non c’è alcun pentimento. Sul suo profilo Facebook, dove in copertina ha l’immagine della bandiera NO TAV, replica in un lungo post a quelle che sono le richieste del leader democratico.

Matteo, ancora si affanna per cercare di sembrare un sincero democratico di sinistra? Si testimonia da solo. Licenziamento immediato per un’insegnante (antifascista), giustamente delusa dal proprio sistema statale, per il vilipendio quotidiano che viene praticato, ogni giorno, nei confronti della nostra Costituzione e per le connivenze, ormai non più tanto velate, tra la politica istituzionale e l’incalzare dell’ideologia, ma soprattutto delle pratiche fasciste, in questo Paese“. Lei, che, dopo aver peregrinato per mezza Italia a causa del lavoro, aveva trovato lavoro stabile nell’Istituto Da Vinci, adesso si dice preoccupata per il posto di lavoro, ma ci tiene a ribadire come nella scuola non abbia mai fatto politica o proselitismo politico.

I metodi di insegnamento non ottimali

“Mio figlio è alle medie e sentiva le urla arrivare dal piano delle elementari, di sotto, dove c’era lei. Gridava sempre e i bambini erano terrorizzati, finché un papà si è arrabbiato e allora finalmente l’hanno tolta dalla seconda B e adesso non so bene che cosa faccia” – racconta Claudia, mamma di un alunno che frequenta le medie nello stesso Istituto. A ciò si aggiungono episodi ancora più gravi a carico della maestra, i quali metodi d’insegnamento non erano particolarmente apprezzati dai genitori. “Un bambino lasciato fuori, un altro sbattuto contro una panca in palestra” – episodi in una scuola già nota alle cronache per atti di violenza e che stava cercando di cambiare la rotta.

Gli stessi genitori stufi dei suoi metodi hanno chiesto l’allontanamento della maestra dalla classe, e a quanto pare il dirigente scolastico ha accolto la loro richiesta. Alla maestra è stata affidata una classe di ragazzi più grandi con la compresenza di un altro docente a supporto.

Non sapeva di essere filmata

L’unica attenuante per la maestra è quella inconsapevolezza di essere stata ripresa dalle telecamere nel momento del suo insulto. Il video, pubblicato da Matrix, è circolato in rete a lungo e il suo caso ha creato scalpore tanto da rischiare una strumentalizzazione. “ “Forse il suo è stato un comportamento fuori luogo, ma è evidente che, in questo caso, vi è stato chi, si pensi a Renzi ma non è stato il solo, ha cercato di utilizzare la vicenda a fini di propaganda.

“Forse il suo è stato un comportamento fuori luogo, ma è evidente che, in questo caso, vi è stato chi, si pensi a Renzi ma non è stato il solo, ha cercato di utilizzare la vicenda a fini di propaganda. Si tratta di una pesante intromissione della politica in una situazione che non ha bisogno di enfatizzazioni, ma di equilibrio. Depositatosi il polverone attuale si potrà affrontare la situazione nei suoi termini reali” – spiega il sindacato Cub Scuola, presso cui la Cassaro è iscritta. Lei però promette che continuerà le sue battaglie affinché il fascismo, o gli ideali fascisti, non vengano debellati del tutto.

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