Chi sono i Zen Circus? Wiki, Biografia, Carriera e Canzoni

Biografia, carriera e notizie interessanti sulla band pisana tra i concorrenti della 69esima edizione del Festival di Sanremo.

ZenCircus

La band pisana dei Zen Circus è, sicuramente, assieme a Motta e gli Ex-Otago tra i nomi meno conosciuti dagli estimatori del noto Festival sanremese. Attivi da più di venti anni, gli Zen Circus sono tra i principali e degni rappresentati (pochi) di quella scena italiana che ostinatamente continuiamo a chiamare indie, o come amano chiamarla adesso Itpop.
Tra i concorrenti della 69esima edizione del Festival di Sanremo con il brano “L’amore è una dittatura”, la band pisana sorprenderà, di sicuro, la platea dell’Ariston per la particolarità del progetto che si discosta dalla classica proposta sanremese come abbiamo già assistito, in passato, con altre band del calibro di Afterhours e Marlene Kuntz.

Zen Circus: Biografia

Gli Zen Circus, conosciuti anche come The Zen Circus, nascono a Pisa verso la metà degli anni novanta dall’incontro tra Andrea Appino (voce e chitarra) e Marcello “Teschio” Bruzzi (batteria) con l’intento di mettere su una band punk – rock.

Dopo diversi cambi di formazione, tra il ’96 e il ’97 registrando i primi demo, ottenendo anche un’apparizione nella compilation Soniche avventure pubblicata dalla Fridge Records di Milano.

Nel 1998 debuttano con il nome di The Zen con il disco autoprodotto “About Thieves, Farmers, Tramps and Policemen” nella cui formazione oltre ad Appino e Bruzzi milita come bassista Emiliano ‘Fufù’ Valente. L’autoproduzione del primo album porterà alla nascita della propria etichetta indipendente, la Iceforeveryone Records, con la quale pubblicheranno non solo il secondo album, ma anche quelli di artisti della scena indipendente italiana come The CasanovasCriminal Jokers (di Francesco Motta) e Fast Animals and Slow Kids. Nel frattempo, il disco d’esordio viene venduto molto nei Paesi Bassi, dove Appino decide di trasferirsi per tentare la carriera come one man band.

Nel 2000 entra in formazione il chitarrista Massimiliano “Ufo” Schiavelli e la band acquisisce il nome definitivo di The Zen Circus.

Il primo album ufficiale, intitolato “Visited by the Ghost of Blind Willie Lemon Juice Namington IV”, esce nel 2001 due anni dopo il fondatore Bruzzi lascia il posto da batterista a Karim Qqru, divenendo così quella formazione che la scena rock italiana ha imparato a conoscere.

Il 2004 è la volta di “Doctor Seduction” (Le Parc Music/Self), album che contiene la ballata “Sweet Me” in collaborazione con la band torinese dei Perturbazione, e il brano “Sailing Song”, il cui video entra in rotazione sulle TV musicali.

Con “Vita e opinioni di Nello Scarpellini, gentiluomo” del 2005 s’incomincia a intravedere la prima tendenza della band a cantare anche in italiano, lingua che con gli album successivi diventerà l’unica. Il tour di supporto al disco porta la band in giro per l’Italia, ma anche per l’Europa e l’Australia a fare da spalla a Nick Cave. Durante questo tour aprono anche agli americani Violent Femmes, con il cui bassista Brian Ritchie nasce una collaborazione che porta alla pubblicazione, nel 2008, del disco Villa Inferno (Unhip). Tra gli ospiti del disco ci sono Kim e Kelley Deal (Pixies, Breeders), Jerry Harrison (Modern Lovers, Talking Heads), e Giorgio Canali (CSI, Rossofuoco).

Nel 2009, gli Zen Circus pubblicano il sesto disco “Andate tutti affanculo” (Unhip/ La Tempesta), il primo interamente in italiano considerato come uno dei migliori dischi dell’anno. All’interno del disco è presente la canzone “Vuoti a perdere” cantata in collaborazione con Nada, con la quale il trio collaborerà anche per la registrazione del suo disco “Vamp”. Nello stesso anno partecipano anche alla compilation “Il paese è reale” ideata da Manuel Agnelli degli Afterhours con il brano “Gente di merda”.

L’album capolavoro della band pisana è “Nati per subire” pubblicato nel 2011. Lavoro realizzato con la collaborazione di amici/ artisti della scena indipendente italiana come i Ministri, Enrico Gabrielli, Alessandro Fiori, Giorgio Canali e Il Pan del Diavolo.

L’attività della band è incessante, infatti tra il 2013 e il 2017 pubblicano ben tre dischi “Canzoni contro la natura” (2013), “La terza guerra mondiale” (2016) e Il fuoco in una stanza” (2017). Nel frattempo, entra a far parte anche del gruppo l’ex Criminal Jockers Francesco Pellegrini, soprannominato “Il Maestro”.

A dicembre 2018 viene annunciata la partecipazione della band al Festival di Sanremo 2019 con il brano “L’amore è una dittatura”.

Zen Circus: Progetti Paralleli

Oltre alla loro militanza nei Zen Circus, i vari componenti della band si sono distinti anche per altri progetti che non ruotano attorno al “Circo Zen”. Il frontman Andrea Appino, infatti, nel corso degli anni si è cimentato anche in veste di produttore di band della scena indipendente italiana come Criminal Jokers e Fast Animals and Slow Kids, oltre a collaborare con numerosi artisti e gruppi italiani tra cui Marina Rei, A Toys Orchestra, Il Teatro degli Orrori e Nada. Da solista ha pubblicato, invece, due dischi: “Il testamento” (2013) e “Grande raccordo animale” (2015).
Il batterista Karim Qqru ha collaborato con Brian Ritchie (Violent Femmes) comea percussionista nella band Shakuachi Jazz Club Italy e con Nada come batterista. Nel 2013, con il progetto solista La notte dei lunghi coltelli ha pubblicato il disco “Morte a credito”. Come produttore ed ingegnere del suono ha prodotto varie band: Progetto Panico, La Notte e Cara Calma.
Il bassista Massimiliano “Ufo” Schiavelli spesso veste i panni del dj con lo pseudonimo di Ufo Dj.
L’ultimo arrivato, il chitarrista Francesco “Il Maestro” Pellegrini ha militato nella band pisana dei Criminal Jokers, assieme a Francesco Motta, pubblicando due album: “This Was Supposed To Be The Future” (2010) e “Bestie” (2012).

Zen circus ossigeno

Zen Circus: Discografia

About Thieves, Farmers, Tramps and Policemen” (1998, come The Zen)
Visited by the Ghost of Blind Willie Lemon Juice Namington IV” (2001)
Doctor Seduction” (2004)
Vita e opinioni di Nello Scarpellini, gentiluomo” (2005)
Villa Inferno” (2008)
Andate tutti affanculo” (2009)
Nati per subire” (2011)
Canzoni contro la natura” (2013)
La terza guerra mondiale” (2016)
Il fuoco in una stanza” (2018)

Pubblicato da Alfonso Fanizza

Storico-critico musicale, laureato al D.a.m.s. e in possesso di un Master in “Manager della gestione e organizzazione di eventi culturali e artistici”. Grande appassionato di musica, libri e cinema, con una particolare predisposizione al viaggio.