Medici assenteisti a Cosenza, in 18 nei guai: uscivano per giocare alle slot

Lazio: Abolita la ricetta rossa, da domani quella online per i farmaci
Vota questa notizia

L’Italia del lavoro meno nobile, quella per la quale ormai si utilizzano termini come “furbetti”, fa nuovamente parlare di sé grazie ad una operazione dei Carabinieri in provincia di Cosenza. Ben 18, fra medici e dipendenti dell’Azienda sanitaria di Rogliano, si dedicavano ad attività private in orario di lavoro.

Attività che comprendevano il giocare alle slot, fare la spesa o accompagnare a scuola i propri figli. A permettere tutto questo c’era naturalmente chi si premurava di strisciare i cartellini, proprio per assicurare quella presenza e garantendo la libertà di dedicarsi ad altro. I provvedimenti sono stati emessi dal gip del Tribunale di Cosenza, Giuseppe Greco, su richiesta del sostituto procuratore di Cosenza Giuseppe Cava, del Procuratore Mario Spagnuolo e dell’Aggiunto, Marisa Manzini.

Questa vicenda viene a porsi proprio nei giorni in cui si attende il cosiddetto “Decreto Madia, previsto per metà febbraio, all’interno del quale uno dei punti più importanti è quello relativo al licenziamento degli statali negligenti. La Ministra per la semplificazione e la pubblica amministrazione, infatti, ha provveduto a stilare una serie di condizioni utili a punire i lavoratori disonesti, proponendosi quale deterrente per i comportamenti illeciti.

Niente più assenze di massa, false presenze e scarso rendimento, ma i provvedimenti riguarderanno anche l’utilizzo non giustificato delle macchine di servizio, l’accettazione di regali costosi e colpiranno anche i dirigenti consapevoli che non abbiano preso le dovute disposizioni. Il decreto si propone altresì di velocizzare l’iter di licenziamento: più amministrazioni potranno rivolgersi allo stesso ufficio, solo nei casi più gravi, altrimenti le regole saranno quelle contenute nei contratti.