Incendio Notre Dame, salvati la corona di spine di Gesù, l’altare centrale e la croce

Nell’incendio della cattedrale di Notre Dame si sono salvati la corona di spine di Gesù, l’altare centrale e la croce.

193220826-bedbf48c-30df-4ab9-b0a1-3ee22fcbbd39

Un vero e proprio miracolo. La corona di spine di Gesù, l’altare centrale, la croce posta sopra di esso e il tesoro della cattedrale si sono salvati a seguito dell’incendio divampato nella cattedrale di Notre Dame a Parigi. A dare notizia di ciò, è stato il rettore della cattedrale, Mons. Patrick Chauvet il quale ha annunciato che si è salvata anche la tunica appartenuta a San Luigi. Intanto i pompieri sono ancora al lavoro per spegnere gli ultimi focolai all’interno della cattedrale che però fortunatamente ha resistito e che risorgerà molto presto.

Un luogo santo

Oltre ad essere un meraviglioso esempio di arte gotica europea, la cattedrale di Notre Dame è

Cathedral of Notre-Dame of Paris on fire
L’interno di Notre Dame durante lo spegnimento dell’incendio.

anche un luogo santo che custodisce al suo interno dei tesori preziosi. L’oggetto che più risalta è sicuramente la corona di spine di Gesù. Secondo le cronache del tempo infatti, nel 1293 l’indebitato re di Costantinopoli, Baldovino II, per risanare alcuni debiti, vendette la corona a San Luigi IX che a quel tempo era re di Francia. Così da allora la corona rimase a Parigi gelosamente custodita. Nessuno mai è riuscito a rubare la preziosa reliquia e neanche le fiamme sono riuscite a distruggerla, la corona infatti è rimasta totalmente illesa. Salvi anche l’altare centrale con la croce e la tunica di San Luigi.

Notre Dame come Torino

Un evento del genere lo abbiamo avuto anche noi in Italia. Ben 22 anni fa nella notte tra l’11 e il 12 aprile del 1997, un vasto incendio si sviluppò all’interno della Cappella della Sindone a Torino. Anche in questo caso, l’incendio divampò proprio mentre erano in corso lavori di restauro della cappella e a bruciare all’epoca furono alcuni quadri ma le fiamme arrivarono anche a sfiorare la Sindone. All’epoca però un caposquadra dei vigili del fuoco riuscì a rompere la teca di vetro (antiproiettile) mettendo così in salvo la sacra reliquia che secondo tradizione avvolse Gesù dopo la morte.

Pubblicato da Giovanni Azzara

Studente in Teologia, appassionato di tutto ciò che riguarda la storia, in particolare quella della Chiesa e anche di giornalismo. Sognatore e visionario, speaker radiofonico e amante dell'arte in generale.
Il mio sogno ? Diventare vaticanista!
Twitter: @Azzarag91