Bombardamenti Tomahawk, Attacco Usa in Siria contro base raid chimici

Gli Stati Uniti hanno attaccato la Siria: bombardamenti con missili Tomahawk contro la base aerea dei raid chimici in Siria

Cinquantanove missili Tomahawak sono stati lanciati contro la base aerea di raid chimici da cui era partito l’attacco su Khan Sheikun. I bombardamenti degli Usa in Siria sono avvenuti nella notte, intorno alle ore 2.45 su disposizione del presidente americano Donald Trump che aveva definito di “vitale importanza” tale attacco.

Nella serata di ieri la CNN aveva diffuso la notizia di una possibile guerra tra l’America e la Siria, una notizia che ha trovato riscontro nella realtà: un attacco missilistico per combattere il terrorismo, ma che, secondo quanto comunicato dalla tv di Stato siriana, ha provocato morti e feriti. A Damasco si parla di aggressione, dal Pentagono invece fanno sapere che il bombardamento effettuato con missili Tomahawk è stata una “risposta proporzionata” all’attacco con armi chimiche avvenuto nei giorni scorsi.

L’attacco Usa in Siria è avvenuto alle ore 2.45 italiane, ovvero le 20.45 di Washington e le prime ore del mattino a Damasco. Sono stati lanciati 59 missili Tomahawak contro la base aerea sita a Shayrat dalla quale pare sia partito l’attacco chimico. La risposta americana però pare non aver risparmiato vite umane: i bombardamenti hanno provocato, secondo notizie provenienti dalla Siria, sei morti e almeno sette feriti.

BOMBARDAMENTO TOMAHAWAK IN SIRIA: LA REAZIONE DELL’EUROPA

La risposta degli Usa all’attacco chimico siriano non lascia indifferente l’Europa. Il ministro degli Esteri della Russia, appresa la notizia dei bombardamenti di Tomahawak, sostiene che l’America abbia utilizzato i fatti di Idlib come un pretesto: l’intenzione di attaccare la Siria era precedente alla carneficina dei giorni scorsi. Il ministro degli Esteri francese, Ayrault, definisce l’attacco americano come un “segnale” rivolto alla Russia e all’Iran; Salvini definisce l’iniziativa americana una “pessima idea” e un “regalo all’Isis”.