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Chi è Qassem Soleimani, il generale iraniano morto in raid Usa a Baghdad
Cronaca

Chi è Qassem Soleimani, il generale iraniano morto in raid Usa a Baghdad

Il generale Qassem Soleimani, braccio destro della guida suprema iraniana Ali Khameini, è rimasto ucciso in un raid americano avvenuto all’aeroporto internazionale di Baghdad

 

Potrebbero esserci delle conseguenze in seguito all’attacco che le forze statunitensi hanno sferrato in un aeroporto vicino a Baghdad, in cui è rimasto ucciso Qassem Soleimani, generale iraniano molto vicino alla Guida suprema Ali Khamenei, e considerato da molti il potenziale futuro leader del Paese. Secondo alcune indiscrezioni il raid, condotto con un drone, è stato ordinato dal presidente degli Usa Donald Trump.

Gesto che potrebbe alimentare ulteriormente le distanze già abissali fra States e Iran, con Teheran che parla di “atto di terrorismo” e di possibili ritorsioni.

I fatti

Secondo le prime ricostruzioni, Soleimani e Mohammed Ridha, il responsabile delle public relations delle forze pro-Iran in Iraq, erano atterrati da pochi minuti all’aeroporto internazionale di Baghdad ed entrati in una delle due auto che li attendeva quando gli americani hanno sferrato l’attacco, seguito al lancio di tre razzi all’aeroporto. Non si registrano feriti.

Le reazioni

Iran. Immediate le reazioni post raid. L’ayatollah Khamenei ha dichiarato: “Il lavoro e il cammino del generale Qassem Soleimani non si fermeranno e una dura vendetta attende i criminali, le cui mani nefaste sono insanguinate con il sangue di Soleimani e altri martiri dell’attacco della notte scorsa”.

Gli fa echo il ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif: “L’atto di terrorismo internazionale degli Stati Uniti con l’assassinio del generale Soleimani, la forza più efficace nel combattere il Daesh, Al Nusrah e Al Qaida, è estremamente pericoloso e una folle escalation”. E poi ha aggiunto: “Gli Stati Uniti si assumeranno la responsabilità di questo avventurismo disonesto“.

La risposta del Pentagono. Fonti vicine al Pentagono affermano che “il generale Soleimani stava mettendo a punto attacchi contro diplomatici americani e personale in servizio in Iraq e nell’area. Il generale Soleimani e le sue forze Quds sono responsabili della morte di centinaia di americani e del ferimento di altri migliaia”. Soleimani, continua il Pentagono, è stato anche il responsabile degli “attacchi contro l’ambasciata americana a Baghdad negli ultimi giorni”.

Obiettivo del raid, precisa il Dipartimento della Difesa americano, è fungere da “deterrente per futuri piani di attacco dell’Iran. Gli Stati Uniti continueranno a prendere tutte le azioni necessarie per tutelare la nostra gente e i nostri interessi del mondo”.

Le dichiarazioni del Pentagono giungono dopo ore di confusioni, fra voci di corridoio che non confermavano alcuna rivendicazione. Nel frattempo Trump, trinceratosi dietro il silenzio, ha twittato una foto della bandiera americana prima che il ministero della Difesa uscisse alla scoperto.

Chi è Qassem Soleimani

Il generale Qassem Soleimani, 62 anni, era una delle figure chiave dello scacchiere politico iraniano nonché braccio destro dell’ayatollah Khamenei. Ventuno anni passati alla guida delle forze Quds, ossia le forze speciali delle Guardie Rivoluzionarie iraniane e protagonista di svariate operazioni negli ultimi due decenni in Medio Oriente. Vicinissimo al premier Rohani, Soleimani era considerato espressione dell’ala conservatrice del Paese.

Soleimani non era ben visto dagli statunitensi, specie dopo l’attentato delll’11 settembre 2001. Reputato uno degli acerrimi nemici degli Usa, Soleimani ha cercato di sconfiggere lo “spauracchio” americano, soprattutto da quando Trump risiede alla Casa Bianca.

 

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Veronica Mandalà

Palermitana di nascita, sono laureata in Media, Comunicazione Digitale e Giornalismo all'Università "La Sapienza" di Roma. Appassionata scrutatrice della realtà in tutte le sue sfumature, mi occupo di attualità, politica, sport e altro.
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