Napolicalciolive.com, Antonio Papa a Newsly.it: “Vi racconto di me, giornalista e tifoso del Napoli”

Napolicalciolive.com, Antonio Papa a Newsly.it:

Parla ai microfoni di Newsly.it il direttore e giornalista di Napolicalciolive.com, Antonio Papa.  Vediamo insieme le sue parole nell’intervista che segue.

Antonio Papa, Giornalista, Tifoso del Napoli e? Parlaci un po’ di te.

Non rigorosamente in quest’ordine… non sempre, diciamo! Scherzi a parte, sono un giornalista sportivo, direttore di NapoliCalcioLive e corrispondente a Napoli di Calciomercato.it. Negli ultimi mesi ho iniziato anche una collaborazione con Canale 21, per loro curo i contenuti editoriali di SuperSport21 e in parte anche di Campania Sport. Cerco di svolgere il mestiere sempre con coscienza, cercando di smussare il più possibile gli eccessi e di moderare il tifo. Che è come tutte le cose belle e ‘peccaminose’ della vita: fanno bene, se prese e distribuite in giuste dosi. Per il resto, che dire. Cerco di vivere facendo solo quello che mi piace, e per fortuna ci sto riuscendo. Ci vogliono tanti sacrifici, non è una vita ‘comoda’, ma non la cambierei per niente al mondo!

Cosa ti ha spinto a diventare giornalista?

Vi racconto un aneddoto. A 13 anni chiamo una trasmissione locale con un filo di voce per l’emozione. Mi inoltro in una considerazione tecnico-tattica e poi chiedo al conduttore: che consigli daresti a chi vorrebbe fare il tuo mestiere? E’ una passione che mi porto dentro da sempre, nata dall’amore per il calcio e per i quotidiani sportivi, ancor di più per le riviste. Da quando ho dei soldini in tasca sono fiero Guerinetto e il mio vero sogno, un giorno, è di arrivare a vedere il mio nome su quelle storiche pagine.

Consiglieresti ai giovani d’oggi di intraprendere questa carriera?

E come potrei non consigliarlo? Però con un cartello ATTENZIONE grosso così. Consiglio di approcciarsi a questo mestiere solo se si ha una passione vera e genuina, senza pensare di arrivare a Sky o alla Gazzetta. E’ una strada lunga e stretta, bisogna fare molti più sacrifici di qualsiasi altro lavoro, si è precari a vita e per molti anni si guadagna veramente da fame. Io per diversi anni ho dovuto fare anche un altro lavoro, in contemporanea, per potermi mantenere. E’ per questo che dico sempre ai ragazzi che stanno crescendo insieme a me di pensarci bene: se l’obiettivo è quello di avere solo un lavoretto part-time meglio lavorare in un bar o in un pub. Si guadagna molto meglio e si socializza decisamente di più. Però se per il giornalismo la passione è quella vera, una volta che riesci a ritagliarti un piccolo spazio le soddisfazioni arrivano, e ti senti un uomo fortunato. E sì, credo che non sbaglia chi definisce questa scelta come una missione…“.

Napoli e il giornalismo: più volte il presidente De Laurentiis ha vietato ad alcune testate giornalistiche l’accesso alle conferenze stampa del Napoli. Cosa ne pensi di tutto questo?

E’ un discorso un po’ complesso. Quest’estate la nostra testata era fra quelle “non invitate”, per questo ho avuto un lungo carteggio con il dott. Lombardo e il dott. Baldari per un chiarimento. Non ho condiviso i criteri delle loro scelte (abbiamo dovuto cedere il posto a testate molto meno anziane e seguite di noi solo perché siamo un po’ ‘nerd’ e non ci piace fare salotto), ma ho capito che motivazioni ci sono dietro. Effettivamente ci sono molti dilettanti allo sbaraglio che aprono dei blog per poter entrare gratis allo stadio. A Napoli questo fenomeno è diffusissimo, quindi è naturale voler porre un argine. Ma a che prezzo? Dove finisce il giornalismo e dove inizia la libertà di un tifoso con il laptop di stalkerare un presidente o un allenatore di una squadra di calcio? Il confine dovrebbe tracciarlo l’ODG, più che il Napoli. Ma qui l’ODG più che un ente è un “ass-ente”, e la cosa penalizza sia i giornalisti che la società. Passatemi la battuta, è sempre meglio sdrammatizzare!

Come è nato e cos’è ShareSoccer.com?

E’ un progetto che ho sviluppato con un mio caro amico webmaster, Renato, a cui poi si è aggregato Alessandro, un altro amico toscano conosciuto nelle competition per start-up. Consente alle squadre amatoriali di avere gratuitamente un proprio sito con tre click e allo stesso modo dà la possibilità a giornalisti in erba di aprire un proprio blog, configurato proprio come un giornale. Nella mia idea sarebbe il complemento perfetto di un grosso giornale on-line, la faccia social interna alla testata. In un Paese con 60 milioni di opinionisti dovrà pur esserci qualcuno che merita di finire in vetrina!

Da tifoso del Napoli, dicembre sta per terminare così come il girone d’andata: cosa ti aspetti dalla seconda parte del campionato?

E’ una stagione particolare per il mio Napoli. E’ stato commesso qualche errore di valutazione sul mercato, poi ci si è messa la sfortuna che ha azzoppato proprio l’unico vero centravanti a disposizione e ha lasciato mister Sarri nei guai. Lisbona è un crocevia importante, ma secondo me sarà importante soprattutto finire bene il 2016 in campionato: sono fra chi sostiene che l’Europa League non sia un declassamento, anzi, per una squadra come il Napoli può essere l’occasione per vincere finalmente qualcosa. A gennaio si interverrà per sistemare l’attacco e Sarri potrà tornare a proporre quel gioco “sexy” che ha fatto innamorare anche l’Europa, e se in campionato sono piazzati bene gli azzurri potranno ancora dire la propria. Il secondo posto è lì, il primo un po’ più lontano, ma nulla è perduto. In fondo, rispetto alla scorsa stagione, abbiamo solo tre punti in meno. Lo scorso anno abbiamo chiuso secondi in calando, se stavolta andiamo in crescendo chissà cosa può succedere!