Attualità

La Regina Elisabetta II firma accordo sulla Brexit

L'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea, di cui ha fatto parte per 45 anni, è prevista entro il 31 gennaio, corrispondente alla terza deroga temporale concessa dal consiglio europeo

Adesso la Brexit è ufficiale. L’accordo raggiunto dal premier inglese Boris Johnson con Bruxelles è di fatto divenuto legge, dopo che la Regina Elisabetta II ha apposto la sua firma, nota come “Royal Assent”, sul testo dello European Union Withdrawal Agreement act, che ieri mercoledì 22 gennaio aveva portato alla conclusione l’iter di ratifica parlamentare a Westminster. Ciò avviene a 3 anni e 7 mesi dal referendum sull’uscita del Regno Unito dall’Ue del 2016. Adesso la palla passa all’Europarlamento, a cui tocca la ratifica.

L’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, di cui ha fatto parte per 45 anni, è prevista entro il 31 gennaio, corrispondente alla terza deroga temporale concessa dal consiglio europeo.

“Get the brexit done” (Portiamo a compimento la Brexit) è stato lo slogan elettorale di Johnson e, nella realtà dei fatti, ha avuto una concretizzazione. Lo stesso primo ministro non ha nascosto la soddisfazione per questo passo importante:

Si era pensato che non avremmo mai tagliato il traguardo ma ce l’abbiamo fatta. Ora possiamo lasciarci alle spalle tre anni di divisioni e recriminazioni e concentrarci su un futuro esaltante con scuole e ospedali migliori, strade più sicure e opportunità estese a ogni angolo del nostro paese”.

Soltanto ieri il Parlamento britannico aveva concluso definitivamente l’iter per l’approvazione dell’accordo, poi formalizzato oggi. Non è un caso che la Camera dei Lord abbia rinunciato in serata a riproporre cinque emendamenti al testo che la Camera dei Comuni aveva precedentemente cancellato, i quali riguardavano questioni importanti per il futuro dei cittadini stranieri, come ad esempio il diritto automatico a 3 milioni e mezzo di cittadini europei residenti di risiederci a tempo indeterminato nonché il diritto dei figli minori di rifugiati di ricongiungersi con i loro familiari.

La Brexit è il risultato di un anno di forti tensioni, dubbi e perplessità che hanno condotto inevitabilmente alle elezioni dello scorso 12 dicembre, in cui ha trionfato Boris Johnson. Elezioni rese necessarie proprio dal fatto che non si riusciva ad avere una maggioranza necessaria per approvare l’accordo.
In precedenza era stata Theresa May, succeduta a David Cameron nel luglio 2016, a convocare le elezioni anticipate l’8 giugno 2017 col tentativo di rafforzare la maggioranza dei conservatori per favorire l’uscita del Regno Unito dall’Unione.

Cosa succede adesso?

Si aprirà un periodo di transizione che si concluderà verosimilmente a dicembre 2020. Nel corso di questo lasso temporale Gran Bretagna e Unione Europea dovranno negoziare un accordo commerciale e, in più, sarà possibile emigrare e cercare lavoro e, viceversa, i cittadini britannici faranno lo stesso. Obiettivo dichiarato è quello di evitare ad ogni costo il pagamento di dazi sull’import-export attraverso la Manica. Essendo alquanto lunghe le tempistiche, non si escludono ulteriori proroghe per trovare soluzioni in proposito.

 

Veronica Mandalà

Palermitana di nascita, sono laureata in Media, Comunicazione Digitale e Giornalismo all'Università "La Sapienza" di Roma. Appassionata scrutatrice della realtà in tutte le sue sfumature, mi occupo di attualità, politica, sport e altro.

Articoli correlati

Back to top button
Close
Close