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Ambasciatrice USA all’ONU: “Vicini alla guerra con la Corea del Nord”

Giornata piena di concitazione quella di ieri al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. I rappresentanti dei cinque membri permanenti hanno concordato una risoluzione di condanna nei confronti della Corea del Nord per l’ennesimo lancio di un missile potenzialmente intercontinentale. Il rappresentante americano ha dichiarato che l’ostinazione nordcoreana potrebbe accelerare l’inizio di un conflitto in Estremo Oriente.

La fermezza americana

Nikki Haley, ambasciatrice USA alle Nazioni Unite, ha affermato che l’ultimo test missilistico di Pyongyang ha compromesso irrimediabilmente ogni tentativo di dialogo e che gli Stati Uniti sarebbero pronti a dichiarare guerra al regime di Kim Jong-un. La Haley ha incontrato l’opposizione di Russia e Cina, contrarie a qualsiasi intervento militare in Estremo Oriente. I rappresentanti di tali Paesi hanno biasimato la volontà americana di abbandonare il tavolo negoziale, anche se entrambi hanno sottolineato la necessità di rafforzare le sanzioni contro il Governo nordcoreano.

La Cina, in particolare, avrebbe dichiarato di essere favorevole a ridurre le forniture di petrolio al regime di Pyongyang, ma ha poi precisato, attraverso un comunicato del proprio Ministero degli Esteri, che una sanzione proporzionata non deve mai arrecare sofferenze a un intero popolo.

Tokyo e Seul pronte a difendersi

Il Dipartimento di Stato americano ha ribadito la linea della fermezza adottata dall’ambasciatrice Haley all’interno del Consiglio di Sicurezza. Il capo della diplomazia USA, Rex Tillerson, ha annunciato che un intervento militare contro la Corea del Nord sarebbe già stato sottoposto all’analisi degli esperti del Pentagono. In attesa della cessazione definitiva dei test missilistici di Pyongyang, il Governo giapponese e quello sudcoreano hanno dichiarato l’allerta massima sul piano militare e hanno ordinato il dispiegamento di batterie di missili Patriot nei principali centri abitati. Il premier di Tokyo, Shinzo Abe, ha promesso ai suoi connazionali di attuare in tempi rapidi il rafforzamento dell’esercito, al fine di affrontare, anche senza l’aiuto americano, la minaccia di Kim Jong-un.

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Gerry Freda

Sono giornalista pubblicista, ho una Laurea in Scienze Politiche e un Master in Diritto Amministrativo. Ho collaborato con la Camera di Commercio Internazionale, con la Regione Campania e con Radio Punto Nuovo.
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