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Brasile, trivellazioni in Amazzonia: furia degli ambientalisti

Le privatizzazioni vanno avanti in Brasile e intaccano anche l’immenso territorio amazzonico. Proprio oggi infatti, il presidente brasiliano Temer ha autorizzato la privatizzazione di una vasta area al Nord del paese. I territori in questione erano protetti da un’apposita legge varata negli anni ottanta oggi smentita per ragioni politiche ed economiche. L’area, già interessata in passato da disboscamento è grande all’incirca 46 mila chilometri quadrati. Un’area molto più grande di stati europei come il Belgio.

Aziende private potranno da oggi svolgere attività di trivellazione e di sfruttamento delle materie prime della zona amazzonica. A detta del presidente la manovra è stata pensata ad hoc per attrarre investitori dall’estero in modo da risanare in parte l’economia locale. Il Capo di Governo assicura, inoltre, che tutte le misure per la salvaguardia del territorio saranno applicate. Massima attenzione anche alle popolazioni indigene della zona, il quale territorio non sarà intaccato.

Amazzonia, la replica degli ambientalisti

Le associazioni ambientaliste, però, hanno dichiarato di non ritenere affidabili le promesse del governo e del presidente Temer. “Se il governo tirerà dritto senza valutare le conseguenze sull’ambiente e sulle comunità locali” – ammonisce il coordinatore di WWF Brasile“andremo incontro a una catastrofe annunciata”. Le suddette associazioni non sono comunque contrarie del tutto alle attività minerarie, il compromesso ad oggi sembra ancora raggiungibile.

Ad ogni modo non è gradita la poca sensibilità ambientale del presidente in carica: “Lula da Silva e Dilma Rousseff erano molto più attenti a salvaguardare il nostro patrimonio naturale”, ricordano da WWF. Anche le opposizioni politiche sono sulla stessa linea di pensiero: ha suscitato perplessità il piano del governo di permettere trivellazioni a multinazionali straniere. Si pensa a concedere autorizzazioni per oltre 20.000 siti sparsi su tutto il territorio nazionale. Un azzardo non da poco per uno dei governi più contestati della storia del Brasile.

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Matteo Squillante

Napoletano di nascita, attualmente vivo a Roma. Giornalista pubblicista, mi definisco idealista e sognatore studente di Storia e Culture Globali presso l'Università di Roma Tor Vergata. Osservatore silenzioso e spesso pedante della società attuale. Scrivo di ciò che mi interessa: principalmente politica, cinema e temi sociali.
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