Coppia dell’acido, Martina Levato: “Colpa mia, giusto che paghi”

Coppia dell'acido, Martina Levato:

Martina Levato in un lungo memoriale, svelato dalla trasmissione Quarto Grado di Rete4, racconta nei minimi dettagli la vicenda che ha sconvolto la vita a Pietro Barbini, sfigurato con l’acido dalla coppia Levato-Alexander Boettcher, suo attuale fidanzato. In seguito all’aggressione la studentessa bocconiana ha subito una condanna a 14 anni di carcere e nel frattempo ha da pochi giorni dato alla luce il figlio del ragazzo complice del reato.

Il bambino è stato allontanato dalla madre con un provvedimento legale appena dopo la nascita. Complici i giorni di carcere e la sensibilità sviluppata dall’esperienza del parto Martina Levato si assume le responsabilità del gesto deplorevole che ha compiuto ai danni dell’ex ragazzo Pietro Barbini e scrive un lungo memoriale del quale vi proponiamo i passaggi principali: “È ovvio che Alexander non era in via Carcano per caso. Era lì perché gli ho dato appuntamento io, travolgendolo in una vicenda molto grave. Ho coinvolto Alexander in primo luogo perché non sapevo realmente a cosa andavo incontro e ho voluto che fosse presente per potermi aiutare se mi fosse successo qualcosa. E poi volevo che in quel momento, potenzialmente drammatico, lui fosse presente per non avere segreti e per fargli vedere realmente chi era la donna che aveva scelto come compagna”.

La Levato racconta i dettagli dell’episodio parlando di una terza persona che le ha procurato l’acido, Andrea: “Andrea è subito disponibile e interessato e mi propone di usare alcune sostanze caustiche per colpirlo. Non avevo intenzione di fare un danno a Pietro. Volevo semplicemente spaventarlo. Andrea lancia l’acido per primo mirando al volto di Pietro. Io effettuo un lancio colpendo Pietro all’altezza delle spalle e al collo. Nel tentativo del secondo lancio, Andrea colpisce anche me e mi ferisce sulle gambe e sulla regione lombare e a quel punto Pietro corre e grida “Polizia! Aiuto!” e si dirige verso il padre. Io sono presa dal panico e sento un forte bruciore alle gambe perciò urlo di dolore mentre riattraverso la strada e torno verso la macchina cercando di mettermi al riparo. Intanto vedo passare un ragazzo alto che corre a forte velocità, riconosco Alexander ma non riesco a fermarlo poiché non faccio in tempo.Andrea torna alla macchina, prende qualcosa da terra e ritorna da Pietro. Ripete questo gesto per circa quattro volte. Io sono frastornata e disorientata, mi dimentico totalmente di Alexander. Ho solo fretta di tornare a casa. Finalmente Andrea arriva, parte e andiamo a casa sua. Io mi precipito sotto la doccia per togliermi l’acido dalle gambe. Sono frastornata e inizio a capire che è successo qualcosa di molto grave. Chiedo ad Andrea di chiamare Alexander. Il telefono suona a vuoto e mi agito ancora di più. Scopro cosa è successo ad Alexander soltanto la mattina seguente quando ci troviamo in aula di Tribunale”.

Laureanda in Letterature Moderne Comparate per il Corso di Laurea in Filologia Moderna, ho diversi anni di esperienza presso testate giornalistiche online, blog culturali e magazine. Mi occupo di serie tv, cinema, letteratura e credo che la cultura l'unica strada che ci può rendere migliori. Ho scelto la scrittura come forma d'arte per cambiare il mondo