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Crisi di Governo, ora cosa succede? Le date delle elezioni

La crisi di Governo lascia aperta la prospettiva delle elezioni: ecco cosa succede nei prossimi mesi

La crisi di Governo è ufficialmente aperta e i passaggi istituzionali sono definiti (o almeno così sembrerebbe). La Lega di Matteo Salvini, che ha determinato la rottura, spinge per il voto anticipato. Forte dei sondaggi che vedrebbero la Destra trionfare con la maggioranza assoluta dei seggi in Parlamento, Salvini spinge perché si voti già ad ottobre.

Sullo sfondo restano però passaggi istituzionali ed insidie difficilmente superabili. All’orizzonte, infatti, oltre i tempi tecnici, ci sono inevitabilmente altre questioni da considerare e, tra tutte, la Legge di Bilancio. È quello il momento determinante dell’anno: sarà quello il momento in cui scongiurare, per esempio, l’aumento dell’IVA.

Crisi di Governo, cosa succede se si va ad elezioni

Perché si possa tornare in fretta a votare è necessario che tra la data dello scioglimento delle Camere e le elezioni intercorrano almeno 45 giorni e non più di 70 giorni. Va da sé che se il Presidente della Repubblica, l’unica carica che può procedere allo scioglimento, decretasse subito la fine della Legislatura, non si potrebbe votare prima che siano decorsi 45 giorni dallo scioglimento.

Inoltre, come ribadito anche dal Presidente del Consiglio, sarà necessario un passaggio parlamentare per decretare la fine del Governo giallo-verde. A Matteo Salvini non sembrano preoccupare i tempi, anzi. L’accelerata voluta dal Segretario della Lega Nord non sembra però fattibile.

Se tutto dovesse definirsi secondo i ritmi serrati proposti dalla Lega Nord, dunque, l’ipotesi allo studio sarebbe quella del 13 ottobre 2019 quale prima data utile per le elezioni che dovranno determinare la nascita del nuovo Governo. Successivamente, entro 20 giorni, andranno convocate le Camere per l’insediamento.

Sullo sfondo però c’è sempre la Legge di Bilancio: l’economia italiana non può permettersi una manovra economica raffazzonata, soprattutto per tutto quanto sembra essere in ballo, a partire proprio dalla clausola di salvaguardia sull’IVA. Non è quindi da escludere l’ipotesi Governo Tecnico, da sempre osteggiato dalla Lega Nord.

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