Politica

Crisi di Governo: perché Renzi vuole far cadere Conte?

Perchè Matteo Renzi vuole aprire una crisi di Governo? Ecco i possibili scenari politici delle prossime settimane.

La crisi di Governo innescata da Matteo Renzi entra nel vivo. Quale sarà il destino del Governo Conte e quali sono le reali ragioni della rottura tra il premier e Italia Viva?

Spira un vento di burrasca sul Governo che da settimane sta facendo i conti con le minacce e gli attacchi di Matteo Renzi e della sua Italia Viva. Oggi è previsto il CDM che dovrebbe dare l’ok definitivo al piano sul Recovery Fund ma dopo questo fondamentale passaggio sui potrebbe arrivare a una rottura irreparabile tra Italia Viva e il resto della maggioranza.

Da diverso tempo l’ex rottamatore minaccia di ritirare i suoi ministri e sottosegretari dal Governo ma questa volta sembrerebbe che si possa arrivare realmente a un gesto tanto clamoroso da aprire a tutti gli effetti una crisi di Governo dai risvolti abbastanza incerti. Andiamo insieme a scoprire quali sono le cause di questa possibile rottura e i possibile scenari che potrebbero aprirsi in una fase molto delicata come quella che stiamo vivendo.

Renzi farà cadere il Governo?

Oggi sarà il giorno decisivo per capire se Renzi effettivamente farà cadere il Governo Conte: infatti, come detto, oggi è previsto un importantissimo Consiglio dei Ministri che dovrebbe dare il definitivo via libera al Recovery Fund ma non sarà questo passaggio a ricomporre definitivamente le fratture tra Conte e Renzi. A quanto pare non sarebbero bastate le ”concessioni” fatte al leader fiorentino da parte del Governo nel nuovo Recovery Plan ed è per questo che, una volta messo in sicurezza il piano per accedere ai fondi europei, la crisi potrebbe esplodere portando di fatto alla caduta del Governo

Crisi di Governo: le ragioni di Renzi

Matteo Renzi da diverso tempo sta lanciando attacchi al Governo e al premier Conte accusato di un eccessivo decisionismo e di poca efficacia negli interventi economici. Le tensioni sono aumentate notevolmente quando, prima di Natale, dal Governo è arrivata l’ipotesi di una cabina di regia dipendente direttamente da Palazzo Chigi e pochi ministeri.

Il botta e risposta che ha caratterizzato le ultime settimane del 2020 ha portato a un accordo in cui si è ridotta in maniera visibile la quota del piano destinata ai bonus per aumentare gli investimenti ma questa quadra non ha placato le ire di Renzi che continua a chiedere maggior peso nella maggioranza e il ricorso al Mes, strumento che continua a riscuotere la totale disapprovazione del Movimento 5 Stelle.

Staremo a vedere se oggi le minacce di Renzi e il suo partito si concretizzeranno in una crisi di Governo che, sondaggi alla mano, potrebbe anche rappresentare la fine politica dell’ex premier e del suo giovane partito il quale rischia di non superare la soglia di sbarramento in caso di nuove elezioni.

Cosa succede se cade il Governo Conte?

Se il Governo Conte dovesse cadere la crisi non sarebbe di facile risoluzione per il presidente della Repubblica Mattarella. Come da prassi, il Capo dello Stato dovrà valutare se in Parlamento possa nascere una nuova maggioranza e, in caso di riscontro negativo, dovrà sciogliere le Camere e indire nuove elezioni.

I margini per una maggioranza diversa da quella attuale non sembrano tanti poiché ogni possibile soluzione darebbe vita a un Governo ancora più instabile di quello in carica. In questi ultimi giorni sembrerebbe si sia sondata l’ipotesi di una maggioranza senza Italia Viva e sostenuta da una manciata di ”responsabili” fuoriusciti da partiti attualmente all’opposizione ma questo tipo di soluzioni, come è noto, non hanno mai portato a Esecutivi forti e duraturi

Crisi di Governo: si torna a votare?

A questo punto, a meno di una inedita maggioranza composta da Centrodestra e Italia Viva, l’unica soluzione in caso di crisi sembra essere il ritorno alle urne prima che a giugno scatti il semestre bianco ma, ovviamente, anche questa soluzione non è priva di controindicazioni. La crisi legata al Covid e la complessa campagna vaccinale in corso rappresenterebbero di per sé motivi validi per considerare poco opportuna una campagna elettorale nei prossimi mesi ma ci sono anche controindicazioni di carattere politico e istituzionale come, per esempio, la necessità di rivedere la legge elettorale in virtù della riforma costituzionale che ha ridotto il numero dei parlamentari.

Non va dimenticato che a giugno partirà il così detto semestre bianco, vale a dire quella fase precedente la fine del mandato del presidente della Repubblica in cui è impossibile sciogliere le Camere. Se questa legislatura dovrà finire anzitempo il colpo di grazia dovrà essere dato ora altrimenti il Governo dovrà sopravvivere fino al 2023, data di naturale scadenza della legislatura.

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Emanuele Terracciano

Nato ad Aversa (CE) il 22 agosto 1994 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Salerno. Collaboro con i siti di Content Lab dal 2015 occupandomi di sport, politica e altro.
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