Elezioni di Midterm Americane: Risultati

Non si è verificata la tanto sospirata “blue wave”, simbolica e utopica riscossa dei democratici. Tuttavia con una ventina di seggi guadagnati alla Camera e l’elezione di personalità come Alexandria Cortez, il Partito Democratico può respirare aria fresca. I repubblicani non stanno a guardare però.

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Le elezioni di midterm si sono svolte regolarmente ieri ed hanno visto un’affluenza dei cittadini americani impressionante. Il “giorno del giudizio” sulla prima parte dell’amministrazione Trump ha sostanzialmente confermato ciò che, grazie ai sondaggi, era già nell’aria da tempo. Sembra che i democratici blu abbiano riequilibrato i colori nel Congresso degli Stati Uniti d’America guadagnando potenzialmente la maggioranza assoluta alla camera. Dall’altro lato i rossi repubblicani hanno invece confermato il proprio controllo del senato, consolidandolo ulteriormente. Gli spogli dei seggi sono tuttavia ancora in corso.

Alla Camera i democratici partivano con 194 seggi. Con le elezioni di midterm sembra abbiano aggiunto altri 20 seggi al bottino, cosa che, raggiungendo i 218 seggi, gli permetterebbe effettivamente di conquistare la maggioranza assoluta su questa ala del Congresso.
Un risultato tutto sommato notevole, considerando che la camera rinnova ogni due anni i propri eletti ed è sempre suscettibile di colpi di scena elettorali, ma tuttavia non sufficiente per parlare di “blue wave”, l’onda democratica che molti speravano vedersi materializzare. Fra le nuove personalità del campo blu meritano sicuramente nota Alexandria Ocasio-Cortez, di origini ispaniche e a suo dire “socialista”, eletta a New York doppiando letteralmente i voti del suo predecessore. Batte un record in fatto di età. E’ la più giovane deputata mai eletta al Congresso (29 anni). Seguono poi Rashida Tlaib, che è invece la prima deputata USA di origini palestinesi. Davids e Haaland, elette in Kansas e New Mexico e, infine, le prime due deputate latino-americane elette in Texas, Escobar e Garcia.

Una cornice simile anche nell’altra ala del Congresso, il Senato. Questo ramo viene rinnovato ogni sei anni e in queste elezioni di midterm erano contesi 35 seggi su 100. I repubblicani si sono rafforzati, arrivando a colorare di rosso 54 o 55 seggi. Alcuni esponenti nonché ex avversari di Trump alle scorse primarie, si sono riconfermati, come Mitt Romney. La partita più importante però si giocava nello stato del Texas, fra il repubblicano Ted Cruz e il democratico Beto O’Rourke. Il distacco fra i due è risultato minimo, ma sufficiente per far vincere Cruz e così confermare il governo dell’elefante nello stato.

Per quanto riguarda la partita fra governatori, il risultato delle elezioni di midterm si mostra piuttosto equilibrato. Sebbene i democratici abbiano preso vari stati a guida repubblicana (Illinois, New Mexico, Michigan, e anche il Kansas), i repubblicani hanno strappato loro regioni del calibro della Florida e dell’Ohio. A conteggio totale degli stati andati al voto fatto, la vittoria va senza dubbio al Partito Repubblicano. In 21 stati dei 36 che correvano, il GOP risulta infatti o vincitore o con candidati in vantaggio, nel caso di zone dove lo spoglio non si è ancora concluso.

Rimane comunque il fatto che da queste elezioni di midterm le cose saranno un po’ più difficili per il 45° Presidente degli Stati Uniti. Non controllando più saldamente entrambe le ali del Congresso, dovrà certamente scendere a maggiori compromessi con i democratici. Trump è da adesso quella che in gergo si definisce “anatra zoppa”.