Cinema

Festa Cinema Roma 2016, Viggo Mortensen: “Signore degli Anelli? Non volevo la parte”

Grande protagonista questa sera alla Festa del Cinema, l’attore Viggo Mortensen ha incontrato il pubblico.

Presentato da Antonio Monda come il ritorno del Re, Viggo Mortensen si è raccontato come uomo e come attore attraverso sei film scelti appositamente per questa occasione.

Il primo film scelto è “Appaloosa” di Ed Harris, dove Viggo ha avuto modo di raccontare come si ci sente essere diretti da un attore. Per lui tutto dipende dal tipo di attore. “Nel caso di Appaloosa – racconta – o di Captain Fantastic, si tratta di attori che hanno anche un vero interesse per tutto il processo di lavorazione di un film. Quindi sul set si sta bene. Quando penso alla regia, penso sempre a persone come Matt Ross o Cronemberg. Loro sono persone tranquille che sanno tenere a bada le pressioni, sanno delegare e lasciano fare ad ognuno il proprio lavoro.”

La seconda scena scelta per l’incontro è stata dal film “Delitto Perfetto” di Andrew Davis e a seguire il grande “The Road” di John Hillcoat e “La promessa dell’assassino” di Cronemberg. Viggo ha raccontato che non potrebbe mai dire qual è la sua interpretazione preferita, perché ogni volta che gli arriva un copione, se scattava qualcosa in lui, allora si trattava di un personaggio adatto alla sua persona. “Prima di iniziare a girare, mi pongo sempre una domanda: cos’è successo prima? Questo mi aiuta ad entrare nel personaggio, e poi provo tanto fino a quando non abbraccio incondizionatamente il personaggio da portare sul set.” queste le sue parole.

Le ultime due scene dell’incontro sono state quella del suo piccolo ruolo in “Carlito’s Way” di De Palma e, il più atteso dal pubblico, “Il Signore degli Anelli”. In quest’ultimo, nel ruolo di Aragorn, Viggo Mortensen ha raggiunto una grande notorietà. Viggo racconta che inizialmente stava per non accettare il ruolo: “Non mi sentivo pronto. Mi avevano chiamato in sostituzione di un altro attore e quindi non avevo avuto il tempo giusto per studiare, ma l’amore di mio figlio per la trilogia di Tolkien mi ha alla fine convinto”.

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