Cinema

Festa del Cinema di Roma 2016: le Pagelle al Festival

Si è conclusa domenica l’undicesima edizione della Festa del Cinema di Roma all’Auditorium Parco della Musica. Ecco i voti dati alle varie sezioni dell’evento.

Undici giorni di grande cinema a Roma, in una grande festa che, partendo dall’Auditorium Parco della Musica, ha abbracciato tutta la città. Ed è proprio dall’idea stessa della festa totale che partirei con i voti:

DIECI ad Antonio Monda, direttore artistico dell’evento che, sin dall’inizio, ha voluto parlare di Festa e non di Festival. Più importanza ai film, meno alla mondanità del tappeto rosso. Nessuna corsa da “anteprima mondiale”, ma titoli che, seppur già stati ad altri festival, hanno portato varietà e qualità alla selezione. L’idea della Festa che abbraccia tutta la città e tutte le arti è in assoluto la cosa migliore di tutta la manifestazione.

NOVE agli “Incontri Ravvicinati” con il pubblico. Grandissime personalità del mondo del cinema come Tom Hanks, Meryl Streep, Oliver Stone, Viggo Mortensen, Bernardo Bertolucci, Roberto Benigni ma non solo. La Festa del Cinema si è aperta anche alla musica, ospitando Jovanotti, Paolo Conte, Renzo Arbore, all’architettura con Daniel Libeskind e alla letteratura con Don DeLillo.

OTTO alle sale dell’Auditorium dedicate alle proiezioni e a tutti gli spazi dell’maestoso edificio progettato da Renzo Piano.

SEI al servizio di navetta (Linea Cinema) in servizio per tutti i giorni della Festa come collegamento diretto tra l’Auditorium e la stazione Termini di Roma.

TRE all’organizzazione delle proiezioni dei film. Il più delle volte i film sono stati proiettati alla stessa ora, o in orari che si accavallavano tra loro, rendendo impossibile un’organizzazione delle visioni più ampia.

DUE ai posti dedicati agli accreditati (Press, Cultural, ecc.) durante gli incontri ravvicinati. Per i possessori di accredito, infatti, sono stati riservati un piccolo e limitatissimo numero di posti e per giunta soltanto in galleria. Il numero troppo basso di posti ha causato file interminabili di ore e ore che comunque non garantivano l’ingresso. Non essendoci poi posti riservati unicamente alla stampa, il più delle volte è stato praticamente impossibile conciliare le conferenze stampa con gli incontri.

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