Economia

Flat Tax Lega 2020: Cos’è e Come Funziona?

Dopo la vittoria della Lega alle elezioni europee torna di moda la flat tax, il cavallo di battaglia del programma di centrodestra che ancora non è stato messo in atto. Nella legge di bilancio per il 2020 il ministro dell’Interno conta di inserirla, ma cerchiamo di capire meglio cos’è, in teoria, la flat tax e come funziona.

Cos’è la flat tax?

Come dice la parola stessa, alla base del concetto di flat tax c’è un appiattimento della pressione fiscale per quasi tutti verso il basso. Nell’ultima proposta di Matteo Salvini l’idea è quella di applicare un’aliquota del 15% a tutti redditi, familiari o di impresa, fino ad almeno i €50.000, anche se, se fosse possibile, l’intenzione sarebbe quella di alzare il limite massimo di reddito. Per fare ciò, sempre stando ai numeri snocciolati dal leader della Lega, sarebbero trenta i miliardi di euro che si vorrebbe mettere sul piatto nella prossima legge di bilancio per fare questa forma di flat tax. In realtà nella narrazione leghista la flat tax non dovrebbe rappresentare un costo per le casse dello Stato poiché, a parer loro, una riduzione così drastica della pressione fiscale porterà a un calo altrettanto drastico dell’evasione fiscale.

Flat tax: limiti e benefici

Sono sostanzialmente due le obiezioni che si muovono nei confronti della proposta di centrodestra di flat tax. La prima riguarda il tema dell’equità sociale: infatti, per molti omologare l’aliquota fiscale a tutti rappresenterebbe un aiuto solo per i redditi più alti che si vedrebbero applicata la stessa tassazione dei più poveri. In tal senso vanno anche le argomentazioni di chi definisce incostituzionale la flat tax che andrebbe contro il principio di progressività fiscale sancito dalla nostra Costituzione.

Ovviamente, chi propone la flat tax ha pensato a delle risposte a queste obiezioni. Contro chi parla di incostituzionalità la Lega risponde che il principio di progressività resta intatto perché, anche con un’aliquota unica, i redditi più alti pagheranno comunque di più in termini assoluti rispetto a chi dichiara un reddito inferiore. Risulta abbastanza evidente la pretestuosità di questa tesi poiché ci appare assolutamente fuori discussione il fatto che detrarre il 15% da un reddito alto sarà molto più indolore del farlo a un reddito medio basso. All’accusa di avvantaggiare i ricchi si risponde invece riaffermando il principio sopra citato secondo cui una minore pressione fiscale sarebbe un’arma risolutiva nella lotta all’evasione fiscale. Inoltre la speranza è quella che far pagare meno tasse a imprese o anche a famiglie benestanti possa favorire investimenti e consumi che facciano crescere l’economia. Il ragionamento in teoria potrebbe funzionare anche se forse non fa i conti con la mentalità italiana e con la paura di investire in un momento storico così difficile.

La flat tax si farà?

Insomma la questione è complessa e le opinioni legittime sono tante. La verità è che bisognerà aspettare di vedere se, quando e come si arriverà mai a questo provvedimento per giudicarne gli effetti e le potenzialità. Nonostante la convinzione di Matteo Salvini nell’affermarne la necessità, non sarà facile avere la flat tax, almeno come lui la concepisce, già dal 2020 vista la necessità di disinnescare le clausole di salvaguardia per evitare l’aumento dell’Iva. Insomma tutto è rinviato all’autunno quando partirà una nuova lunga e complessa fase di stesura della legge di bilancio.

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Emanuele Terracciano

Nato ad Aversa (CE) il 22 agosto 1994 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Salerno. Collaboro con i siti di Content Lab dal 2015 occupandomi di sport, politica e altro.

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