Gaza: Hamas accetta le condizioni dell’Anp

Importante svolta in Palestina per la riconciliazione tra Hamas e Al Fatah.

Senior Fatah official Azzam Al-Ahmed (L), head of the Hamas government Ismail Haniyeh (C) and senior Hamas leader Moussa Abu Marzouq hold their hands after announcing a reconciliation agreement in Gaza City April 23, 2014. The Gaza-based Islamist group Hamas and President Mahmoud Abbas's Palestine Liberation Organization (PLO) agreed on Wednesday to implement a unity pact, both sides announced in a joint news conference.REUTERS/Suhaib Salem (GAZA - Tags: POLITICS) - RTR3MC27

 

Notizie di un certo spessore giungono da Gerusalemme, il movimento islamista di Hamas ha rilasciato un’importante dichiarazione con la quale afferma di aver accettato le condizioni avanzate dall’Anp (Autorità nazionale palestinese) per raggiungere la riconciliazione tra i due movimenti. La rappacificazione con il partito che guida l’Anp (Fatah) rappresenta un enorme passo in avanti per Hamas, che controlla la Striscia di Gaza dal 2007. Così facendo, Hamas, infatti, scioglie il proprio esecutivo e accetta le elezioni generali lasciando, così, di fatto, all’Anp la guida di Gaza.

Le dichiarazioni di Hamas

Nella nota ufficiale emanata da Hamas, si può leggere come la stessa Hamas affermi di accettare lo scioglimento del “comitato amministrativo, consegnare la striscia di Gaza al governo del primo ministro Rami Hamdallah, e a tenere le elezioni generali, che riguardino sia Gaza che la Cisgiordania”. Dal comunicato si evince anche che questa decisione è dovuta soprattutto al processo di mediazione attuato dall’Egitto per giungere ad una rappacificazione tra le parti e mettere fine alla divisione interna palestinese. Per questo motivo, Hamas ammette anche di essere disposto ad un incontro al Cairo con Fatah, e non solo, per la realizzazione di un governo d’unità palestinese.

Fatah sulla questione.

Dopo le importanti dichiarazioni di Hamas, la risposta di Fatah non si è fatta attendere, giudicando la scelta in modo positivo e per voce di Hussan Badran ha dichiarato: “Un segno di buona volontà verso la riconciliazione”. Il numero 2 del partito, Mahmoud Aloul, ha dichiarato, inoltre, che questa “è una notizia incoraggiante”. D’altra parte, anche l’ex ministro palestinese Ashraf al-Ajrami è intervenuto sulla questione affermando che questa svolta “dischiude forse all’orizzonte una vera riconciliazione” sottolineando però che si tratti comunque “di una mossa concreta”, ritenendo anche che per le nuove elezioni “occorre ancora tempo. Prima va ricostruita la fiducia reciproca”.