Gianmarco Crò si racconta a Newsly.it (Esclusiva)

Gianmarco Crò si racconta a Newsly.it (Esclusiva)

Da che mondo è mondo, la recitazione è sempre stata un’arte destinata a pochi eletti, perché c’è una netta differenza tra interpretare un personaggio e viverlo sulla propria pelle. Il compito dell’attore è dare più di una semplice performance, deve essere in grado di lasciare un ricordo indelebile nell’animo dello spettatore, colpirlo al cuore, al centro delle proprie emozioni e sentimenti. Questo lo sa bene l’emergente Campano Gianmarco Cro, classe 1994,  che ha mosso i suoi primi passi ad Avellino e con il sogno non più nel cassetto della recitazione, un desiderio che con umiltà, impegno e una forte forza di volontà continua a portare avanti senza mai arrendersi.

Gianmarco è un ragazzo che si è costruito da solo, fin da piccolo appassionato di teatro e cinema, ha sempre conservato gelosamente questa passione, portandola dopo la maturità ad uno step superiore, diventando un attore professionista.

Noi di newsly.it abbiamo avuto il piacere di intervistarlo per voi:

Intervista all'attore Gian Cro

Come e quando è nato il tuo amore per la recitazione?

Intorno ai quindici anni ho iniziato a vedere il palco come un’opportunità di espressione e non mi sono più ritrovato semplicemente nel ruolo di spettatore. Da quando ho provato questa emozione ho deciso di non scendere più dal palco ma di vivere al meglio quest’avventura. Da una pura curiosità e passione, oggi a 21 anni è diventata la professione. Inizialmente ho lavorato a Roma, nel 2014, con la regista Terry Paternoster e con Fabrizio Arcuri due grandi persone dentro e fuori dal lavoro.

Quali sono le tue prime apparizioni? 

Le mie prime apparizioni risalgono ad Avellino nel 2009, passando dai testi più classici come Il Malato Immaginario di Molière fino ai testi contemporanei del Maestro Dino Buzzati. Tra le altre opere ho interpretato anche quelle del Maestro Eduardo De Filippo e numerosi testi teatrali di Brecht e Harold Pinter.

Hai partecipato ad un progetto cinematografico che integra la drammatorepia, vero?

Nel 2015 ho esordito nel web con la serie La Tossica Allegra di Simone Della Torre e al cinema in collaborazione con il regista Modestino Di Nenna nel film Tutto può accadere nel villaggio dei miracoli. Una magnifica esperienza, ho avuto modo di partecipare non semplicemente al film in veste di attore protagonista, insieme ad altri ragazzi del cast, ma di lavorare in un grande progetto di drammoterapia a stretto contatto con dei talentuosi ragazzi e adulti affetti da disabilità. Parliamoci chiaro, nel 2016 parlare di disabilità come un limite, è qualcosa di stupido, ignorante e soprattutto superficiale. Mi hanno insegnato tantissimo dal lato umano e lavorativo, sarà per me un piacere lavorare nuovamente con loro.

Qualche nuova apparizione?

Sempre nel 2015 ho avuto la fortuna di interpretare un piccolo ruolo nel nuovo film Se mi lasci non vale del regista e attore Vincenzo Salemme, uno dei miei idoli da quando ne ho memoria. Un’esperienza formativa altrettanto meravigliosa, non ti dico quante risate sul set, quando lavori con persone umili, il lavoro viene sicuramente viene più facile.

Stai lavorando anche a qualche progetto personale? Magari in veste di regista…

Assolutamente si, in realtà all’attivo ho già un cortometraggio che ho diretto con un mio collega che coltiva come la passione per il cinema e le arti, parlo di Alessandro Guerriero. Il cortometraggio si in intitola Inganno e lascerò un grande alone di mistero sulla trama, così che possiate godervi al meglio la visione, visto che dura davvero poco. Ora bolle in pentola un nuovo progetto per il web che partirà nel 2016.

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Nato ad Aversa (CE) il 22 agosto 1994 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Salerno. Collaboro con i siti di Content Lab dal 2015 occupandomi di sport, politica e altro.