Politica

Governo News, Giorgetti: ”Non si può andare avanti così”

Domenica 26 maggio si vota per le elezioni europee 2019 e la tensione all’interno dei due partiti di maggioranza di Governo non accenna a diminuire.

La mia riflessione è che se c’è un governo del cambiamento deve farlo e non vivere di stallo, deve fare le cose. Faccio questa riflessione dopo settimane in cui il governo ha avuto problemi. Non accuso nessuno, tantomeno il premier, ma così non si può andare avanti, senza affiatamento. Questo affiatamento va ritrovato, altrimenti non si va avanti”, sono queste le ultime dichiarazioni del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti che è intervenuto sul futuro del Governo in un incontro con la stampa estera.

Il Governo durerà?

La rincorsa elettorale ha spinto Di Maio e Salvini ad alzare i toni all’interno di una maggioranza che da lunedì dovrebbe avere equilibri diversi frutto del risultato delle urne. Il Governo giallo-verde fin dall’inizio è stato caratterizzato da una spiccata leadership quantomeno comunicativa di Matteo Salvini che, nonostante il minor peso parlamentare del suo partito, aveva messo all’angolo il collega Di Maio. Solo recentemente il Movimento 5 Stelle ha iniziato a reagire al presenzialismo del loro partner di Governo cercando di riprendersi quell’elettorato di sinistra che nel 2018 aveva abbandonato il PD per sostenere i pentastellati. Da lunedì, in base ai rispettivi riscontri elettorali, i due partiti di maggioranza avvieranno le loro riflessioni sull’opportunità o meno di portare avanti questo matrimonio politico che non sembra essere particolarmente gradito a nessuno dei due elettorati.

Se davvero Salvini dovesse riscuotere un successo analogo a quello di Renzi nel 2014 potrebbe seriamente essere tentato dall’idea di ritornare nell’ambito del centrodestra per ”liberarsi” dello scomodo alleato Di Maio e tornare alle urne per puntare diritto a Palazzo Chigi. A frenare questo piano potrebbero esserci risultati elettorali non all’altezza delle aspettative o la paura di affrontare una difficile manovra economica senza la possibilità di scaricare sul Movimento 5 Stelle la responsabilità di eventuali scelte impopolari ma necessarie. D’altro canto se dovessero assestarsi su una percentuale di consensi simile a quella di un anno fa gli equilibri della maggioranza potrebbero cambiare e Salvini potrebbe non trovare più in Di Maio un comodo cuscinetto sul quale scaricare tutte le responsabilità per poi tenere per sé quelli che l’opinione pubblica giudica meriti.

Fino a non molto tempo fa l’exploit della Lega sembrava quasi scontato come scontato doveva essere la debacle dei pentastellati e la definitiva fine politica del Partito Democratico, ma la sensazione che non tutto sia già scritto e che, pertanto, bisognerà attendere lunedì per capire chi avrà avuto ragione in questa lunga ed estenuante campagna elettorale.

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Emanuele Terracciano

Nato ad Aversa (CE) il 22 agosto 1994 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Salerno. Collaboro con i siti di Content Lab dal 2015 occupandomi di sport, politica e altro.

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