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Lettera aperta di una mamma a Salvini: Risposta

Sta facendo il giro del web una lettera aperta scritta da una mamma di Milano al leader della Lega Matteo Salvini. La donna è mamma adottiva di due bambini, uno di 12 anni e una di 7 anni, provenienti da Stati dell’Africa Sub – Sahariana. La lettera ha subito commosso gli internauti tanto da venir condivisa in poche ore da più di ventimila persone.

“Volevo ringraziarla perché sta regalando ai miei figli dei momenti di terrore davvero fuori dal comune” – apre così la sua lettera la quarantottenne mamma milanese – “Mia figlia di 7 anni prima di andare a letto mi chiede : ‘Ma se vince quello che parla male di noi mi rimandano in Africa?’. E piange disperata.” Già queste parole basterebbero a capire la preoccupazione di una mamma, che deve rassicurare una figlia prima di dormire. Vive il malessere, lo stesso che i suoi figli sono costretti a vivere, un odio irrazionale, una paura che cresce ogni giorno sempre di più con l’avvicinarsi della fatidica data dell’elezione il 4 marzo. Nella frase della piccola si legge tutta il suo timore di perdere la mamma, di perdere quel punto di riferimento che è alla base della nostra Costituzione e società: la famiglia.

Mio figlio invece , prende l’autobus per andare agli allenamenti di calcio quasi tutti i giorni e da circa un paio di mesi mi racconta di insulti che è costretto a subire da suoi gentili simpatizzanti .
Dire ad un bambino di 12 anni, che oltretutto veste una divisa sportiva : sporco n…. , n….. di mer… , torna a casa tua , venite qui rubare e ammazzare le nostre donne …….credo che sia la palese dimostrazione di come questo paese, grazie a persone come lei, stia lentamente scivolando nel baratro” – prosegue la donna in un susseguirsi di frasi, che definirei drammatiche, in un Paese civile. Il calcio, negli esempi della Fifa prima e UEFA poi, ha sempre lanciato spot contro il razzismo, non ultima l’inchiesta contro i “BU” di Reggio Emilia in occasione di Atalanta – Borussia Dortmund nei confronti di Batshuayi. Questo giovane ragazzino, che dovrebbe vivere i valori sani dello sport, invece viene vessato, discriminato e insultato per il solo colore della palle. La sua unica colpa, se così possiamo definirla, è essere nato in un Paese che non sia l’Italia. Ma “italiano è colui che ama l’Italia non che ci è nato!” – segno che essere italiani va ben oltre il colore della pelle, il luogo di nascita, diventa quasi un sentimento di amore verso la propria Casa.

Facebook blocca la mamma

Il paradosso della lettera però arriva da Facebook. Gabriella, infatti, aveva affidato la sua lettera in un post sul noto social media ideato da Zuckemberg. Il social network ha pensato bene dapprima di rimuovere il post con la motivazione di “contenuti che incitano all’odio razziale” e, successivamente al nuovo post dove la parola “negro” era stata rimossa, Facebook ha letteralmente bloccato il profilo della donna. La Nobile ha commentato la cosa con stupore: “incredibile: sarei io quella che incita al razzismo?” Dopotutto aveva solo riportato l’ignobile epiteto rivolto al figlio.

La risposta di Salvini

La risposta di Salvini questa volta si è fatta attendere, ma è arrivata. Il Leader del Carroccio sveste per una volta i panni dell’integerrimo politico per indossare quelli del buon (?) padre di famiglia. “Sbaglia, lo dico con affetto, da papà. Basterebbe che la mamma spiegasse ai suoi figli che io allontanerò dall’Italia delinquenti, clandestini e spacciatori, non certo i bambini!” – replica alla donna spiegando come il suo obiettivo sia ripulire l’Italia dai delinquenti e che questa richiesta venga sia da italiani, che da immigrati regolari e perbene. Anzi Salvini coglie ancora una volta l’occasione per annunciare che quando sarà al governo “lavorerò per rendere più veloci e meno costose le adozioni per le migliaia di coppie che attendono questa gioia da anni, non avendo 30.000 euro da spendere o anni per aspettare.” Infine le promette che, qualora s’incontrino in un parco di Milano, sarà ben lieto di offrirle un caffè.

Il gesto più nobile, compiuto da questa coraggiosa mamma, è senza dubbio anche quello più bello: adottare. Si prende cura di figli non propri, li cresce, li educa e soprattutto li ama e li protegge come figli naturali. È dall’amore smisurato di questa madre che dovremmo tutti ricominciare a porre le basi per un futuro nuovo già dal 5 marzo, isolando e contrastando quella sensazione di odio e rabbia che sta caratterizzando un clima elettorale dai toni troppo alti.

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Davide D'Aiuto

Laureato in Scienze dell'Informazione editoriale, pubblica e sociale, amo scrivere più di qualunque altra cosa al mondo. Il giornalismo è la mia vita. Quando non scrivo viaggio e scatto fotografie perché adoro scoprire il mondo e leggerlo come un libro.
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