Il padre di Renzi indagato per bancarotta

Non sono ancora finiti i guai per Tiziano Renzi, il padre del presidente del consiglio. Nonostante la richiesta di archiviazione del pm, l’uomo risulta ancora indagato per bancarotta nel procedimento per il fallimento della società di distribuzione editoriale Chil post. Nelle ultime ore il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Genova, Roberta Bossi ha disposto un supplemento di indagini a carico di Renzi senior.

Secondo il gip “le risultanze investigative forniscono dati in apparente contrasto con la conclusione cui è pervenuta la pubblica accusa”. Per questo motivo è stata respinta l’archiviazione e avviate ulteriori indagini per far chiarezza sui rapporti contrattuali intercorsi tra il gruppo Tnt e le società Chil Post srl e Chil promozioni srl”.

L’accusa per Tiziano Renzi è di bancarotta fraudolenta per una cifra di 1,3 milioni di euro a seguito del fallimento della Chil Post. Secondo il curatore fallimentare, ci sono stati passaggi sospetti nella cessione di rami d’azienda “sani” alla Eventi Sei, società intestata alla moglie dello stesso Renzi senior. In pratica, secondo l’accusa, il signor Renzi avrebbe ceduto i beni disponibili della sua società all’azienda di proprietà della moglie prima di dichiarare il fallimento.

“Si tratta di accertamenti che non daranno sorprese, essendo tutto documentabile e privo di ogni rilievo di carattere penale” ha commentato l’avvocato Federico Bagattini, difensore di Tiziano Renzi.

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