Intervista esclusiva allo scrittore Luca Serra

Luca Serra, autore de " Il sole in polvere" candidato al premio Augusta

Luca Serra, intervistato in esclusiva per Newsly. Nato a Varese nel 1987 si appassiona alla scrittura intorno ai 20 anni iniziando a scrivere racconti di genere fantastico e horror. Nel 2010 viene premiato al concorso letterario “due campanili” presso il museo “Maga” di Gallarate e un anno dopo pubblica il racconto “rosso pagliaccio”. Vive a Glasgow in Scozia come traduttore e redattore di italiano per “Hilton worldwide”. Luca Serra ora pubblicato il suo ultimo libro “il sole in polvere” per “96, rue de la fontaine” editore.

L’intervista a Luca Serra

“Luca Serra, la tua è stata una passione precoce per la scrittura. Quando hai sentito l’impulso irrefrenabile e quando hai capito che poteva essere il tuo futuro la scrittura?”“All’inizio è stato solo un gioco, un modo per mettermi alla prova, poi, dopo aver pubblicato il primo racconto, ho capito che avrei potuto fare di più e migliorare, così ho continuato con più costanza e l’impulso si è fatto più forte”.
“Hai iniziato con racconti di genere fantastico e horror, poi ti sei innamorato dei romanzi di formazione, che sarebbe il genere on the road, quello che parla di vita vissuta. Come è avvenuto il passaggio a questo tipo di genere letterario?”
“Il passaggio è avvenuto dopo aver letto romanzi come “Il giovane Holden”, “Norwegian wood”, “Eureka street” dove a contare sono più i personaggi della trama, i loro lato più psicologico. Mi piacciono quei romanzi dove i personaggi ti trasmettono qualcosa di loro e ti restano dentro a lungo, per poi tornare anche dopo mesi o anni. Non sono un grande fan dei libri usa e getta, e quello che dura di più nella letteratura, sono soprattutto i personaggi, le loro evoluzioni e le loro esperienze di vita.”

“Nel 2015 inizi a scrivere “il sole in polvere” che poi è uscito ora nel 2017. E’ un viaggio di due soci negli Usa, in Texas nello specifico, alla ricerca di una scommessa fra loro, un romanzo nel quale descrivi la tua generazione, quella nata alla fine degli anni 80 e inizi dei 90, quelli che hanno perso gli ideali e le certezze e si è fatto avanti in loro un diverso modo di vedere il mondo. Come è nata l’ispirazione per questo romanzo?”
“Dopo aver lasciato l’Italia e aver viaggiato un po’ negli ultimi anni ho sentito il bisogno di mettere su carta le esperienze vissute e le riflessioni che mi erano passate per la testa, soprattutto sull’amicizia, le relazioni sentimentali, e la ricerca di un proprio posto nel mondo. Poi, due anni fa, un viaggio in Texas insieme ad un amico, mi ha dato l’ultima spinta per provare a scrivere un romanzo On the road. Mi divertiva l’idea di riportare su carta i dialoghi che avevamo avuto in macchina, e quelli avuti con le persone incontrate per caso lungo il tragitto. A questo ho aggiunto la storia del protagonista, aspirante scrittore, che di nascosto porta in viaggio il suo manoscritto inedito, perché ha in mente di fare qualcosa una volta arrivato a New Orleans. Ovviamente questo mistero si risolverà solo alla fine.”
“I due protagonisti non vengono mai chiamati per nome, come se volessi che tutti potessero riconoscersi in loro e magari prendere il loro posto in questo viaggio. Spiegami un po’ questa scelta.”
“Proprio così. Credo che le paure, i sogni, le inquietudini dei protagonisti siano condivisibili da molte persone. Il romanzo tocca temi come le relazioni sentimentali, la noia della routine quotidiana, il nostro rapporto con il lavoro e la società moderna, temi che toccano tutti noi, chi più chi meno. Speravo quindi di lasciare al lettore molto spazio per immedesimarsi nei personaggi, senza nemmeno il vincolo di due nomi.”

“Il blues, il Texas, il Mississipi, il deserto, la solitudine fanno da sfondo a questa bellissima storia che è fatta di dolore e sofferenza, proprio come è il blues, come sono certe atmosfere di una America che forse c’è ancora o che forse sempre ci sarà nell’immaginario collettivo, una storia che è piena di battute fulminanti e grandi intuizioni stilistiche. A quali autori americani ti sei ispirato?”
“Sicuramente Salinger e Steinbeck che sono stati tra i migliori a raccontare le due facce dell’America, da una parte i poveri, i migranti, gli emarginati e dall’altra la società borghese e convenzionale. Dal punto di vista dello stile, invece, cerco invece di crearne uno tutto mio in modo che sia distintivo e riconoscibile.”
“Ti cito Kerouac, Steinbeck, Thompson, Krakauer, Faulkner, tanto per dirne alcuni, in Italia secondo te chi sono, se ci sono, quelli che attingono al romanzo di formazione americano?”
“Sicuramente Paolo Cognetti, vincitore dello Strega, trae ispirazione da Hemingway e Jack London. Ma anche nella piccola editoria, ci sono ottimi scrittori che si ispirano al romanzo americano senza creare delle banali imitazioni, ma storie originali e avvincenti. Purtroppo però, spesso non trovano il pubblico che meritano, poiché il mercato richiede altro: storie da libro sotto l’ombrellone o romanzi su temi controversi, scritti solo per scioccare il lettore e facili da vendere, spesso pure scarsi di stile e contenuti.”

“Tu vivi a Glasgow e lavori per una azienda che ti permette di coltivare ciò che sei, uno scrittore. Posso definirti un cervello in fuga. La tua è stata una scelta di vita o è stata una occasione che hai colto al volo e che l’Italia non ti ha offerto?”
“È stata una scelta di vita. Mi sono trasferito a Londra inizialmente, senza molti contatti né lavoro, e da lì mi sono arrangiato come ho potuto. Non ero in cerca di un lavoro particolare, ma solo di nuove esperienze. La sensazione di trovarsi in un posto nuovo senza sapere cosa succederà in futuro può sembrare spaventosa, ma è un bel modo per scoprire le proprie potenzialità.”
“Promuoverai il romanzo anche in Italia?”
“Ci proverò, appena possibile! Il romanzo è stato presentato al salone del libro di Torino lo scorso maggio, ed è tra i finalisti del Premio Augusta, che sta aiutando molto nella diffusione. Sul sito del Premio Augusta si può votare per il mio romanzo e scaricare un estratto gratis qui. Mi viene difficile organizzare presentazioni vivendo all’estero, ma farò il possibile.”

Il romanzo si può acquistare in formato cartaceo sul sito dell’editore: 96, rue de la fontaine, su amazon e IBS.

Sono Daniela Merola, giornalista, blogger, scrittrice e presentatrice eventi culturali, sono ufficio stampa di librincircolo.it e ricominciodailibri.it, sono socia della libreria iocisto. Sono appassionata di spettacolo, teatro e editoria, amo il calcio e il tennis. La comunicazione è la mia forza, mi piace mettermi alla prova con le presentazioni e la recitazione.