La La Land, Trama e Recensione del Film di Damien Chazelle

La La Land, Trama e Recensione del Film di Damien Chazelle

Una coda di macchine colorate ferme su una grande superstrada di Los Angeles con una ouverture liberamente ispirata al cult Grease. Questa è la splendida scena d’apertura dell’acclamatissimo nuovo splendido film di Damien Chazelle, La La Land di cui vi proponiamo trama e recensione.

Qui per la prima volta si incontrano il Sebastian (Ryan Gosling) e Mia (Emma Stone), i giovani protagonisti del film. Come in ogni commedia romantica classica che si rispetti, subito scatta un’antipatia. Un giovane musicista jazz e una cameriera ed aspirante attrice si incontrano, si inseguono e si innamorano. E’ tutta qui la trama di La La Land, inghiottita dal turbine di una vorticosa esperienza cinematografica.

E in fondo lo stesso rapporto d’amore tra Mia e Sebastian è soltanto un’immagine speculare del rapporto d’amore tra il regista e il grande cinema, e niente di più. Sì perché La La Land non è un gran film e neppure un grande musical, così come non è un musical in senso stretto. Eppure è un magnifico esercizio di stile, pieno di rimandi al grande cinema in generale e al grande musical in particolare. E’ un film mai visto prima – ed è qui che risiede la ragione del suo grande successo-, è un pastiche di stilemi e generi, di taglio quasi documentaristico, dove la narrazione viene affrontata ora mediante stacchi netti, ora in dissolvenze incrociate o sequenze oniriche. Ed è un film multicolori e visivamente allegro. Eppure è un film così profondamente malinconico.

La Los Angeles che dovrebbe essere la City of Stars cantata da Ryan Gosling in una delle sequenze più decisive del film è invece la terra dove i sognatori vedono morire le proprie speranze ogni giorno, vedono crollare le proprie certezze e cominciano a dubitare del proprio talento. Il successo non è lì, nell’amara terra cantata dal titolo, è da un’altra parte. E non è per tutti. E il ricongiungimento è stato soltanto un sogno ad occhi aperti.

Laureato in DAMS all’Università degli Studi di Torino e diplomato in Filmmaking presso la Scuola Holden, ha frequentato diversi workshop di sceneggiatura e critica cinematografica, formando la sua esperienza anche presso alcuni Festival cinematografici (Torino, Bobbio e Venezia). Già redattore presso “Darkside Cinema” e “L’Atalante”, è autore di racconti, soggetti e sceneggiature, nonché regista di un cortometraggio, “Interno familiare”. Nel 2016, un suo soggetto per lungometraggio è stato tra i finalisti al Pitch in The Day- Concorso Opere prime.