Cinema

“Le fils de Jean” di Philippe Lioret al Torino Film Festival 2016: Recensione

Quello di Philippe Lioret è ormai un nome buono e consolidato, anche se forse conosciuto più in patria che in Italia, e chi ha amato Welcome Tutti i nostri desideri, entrambi interpretati da Vincent Lindon, non si lascerà certo sfuggire Le fils de Jean, a mio avviso il migliore dei tre. Un film profondo senza essere patetico. Qui, il regista sceglie un cast d’eccezione per una storia di padri e figli: Pierre Deladonnechamps (Lo sconosciuto del lago), Gabriel Arcand (Le démantélement) e Pierre-Yves Cardinal (Tom à la ferme).

Trama

Mathieu Capellier, 35 anni, di professione agro-alimentare e scrittore di romanzi polizieschi per hobby, è un padre separato, che cerca di essere il più possibile presente nella vita di suo figlio Valentin, andando spesso ad assistere ai suoi tornei di judo. Mathieu ha sempre saputo che l’uomo che ha per anni chiamato “papà” non fosse il suo padre biologico: a 14 anni la madre gli ha infatti rivelato di essere frutto di un’avventura con uno sconosciuto. Quando, un giorno, riceve la notizia della morte del suo padre biologico, avvenuta in Canada, si precipita a Montréal per i funerali del dottor Jean.

Qui trova una guida in Pierre Lesage, un medico collega del suo defunto padre. Grazie a Pierre, Mathieu viene a conoscenza anche dell’esistenza dei suo fratelli. Mathieu si accorge improvvisamente di essere “figlio di nessuno”, di non avere un identità ed è intenzionato a scoprire tutto sul suo defunto padre. Per questo insiste a volerli incontrare. Pierre lo aiuta, presentandolo come un amico.

Con Ben e Sam, due fratelli molto diversi e perennemente in rivalità tra loro, Mathieu e Pierre trascorreranno alcuni giorni al lago alla ricerca del corpo di Jean. I giorni passano e, ascoltando i due ignari fratelli, Mathieu viene a conoscenza sempre di nuove informazioni, finendo per mettersi sempre più in discussione e arrivando a temere di non essere un bravo padre per Valentin.

Recensione

La struttura del film è perfettamente funzionale, curata in ogni dettaglio, e la sceneggiatura la sa valorizzare. E Philippe Lioret sa mescolare il dramma con il thriller, esplorandolo però in una forma diversa e più personale. e’ capace di farci compiere un viaggio dentro noi stessi attraverso il personaggio di Mathieu. Ma Le fils de Jean è sopratutto un film sullo scorrere del tempo, sull’importanza del tempo all’interno dei rapporti familiari.

https://www.newsly.it/torino-film-festival-2016-programma-completo-del-24-novembre-2016

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Claudio Rugiero

Laureato in DAMS all'Università degli Studi di Torino e diplomato in Filmmaking presso la Scuola Holden, ha frequentato diversi workshop di sceneggiatura e critica cinematografica, formando la sua esperienza anche presso alcuni Festival cinematografici (Torino, Bobbio e Venezia). Già redattore presso "Darkside Cinema" e "L'Atalante", è autore di racconti, soggetti e sceneggiature, nonché regista di un cortometraggio, "Interno familiare". Nel 2016, un suo soggetto per lungometraggio è stato tra i finalisti al Pitch in The Day- Concorso Opere prime.
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