Cinema

“Lion” alla Festa del Cinema di Roma 2016: Recensione del film di Garth Davis

Da una storia vera, l’incredibile ed emozionante viaggio di Saroo alla ricerca delle sue radici.

Tratto dal libro autobiografico di Saroo Brierley “La lunga strada per tornare a casa”, il film parla di un bambino indiano che, salito per sbaglio su un treno, si perde nella caotica Calcutta. Arrivato da un piccolo villaggio molto lontano da lì, Saroo non riuscirà più a tornare a casa. Non sa parlare il bengalese, non ricorda bene il nome del suo villaggio e nessuno, forze dell’ordine comprese, riuscirà ad aiutarlo.

La sua foto e il suo appello verranno pubblicati su tutti i giornali di Calcutta, ma nessuno lo sta cercando in città. Saroo non conosce nemmeno il nome di sua madre e come teneramente risponde a chi glielo chiede, “Si chiama…mamma.”.

Affidato ad un orfanotrofio, dopo qualche mese Saroo viene adottato da una coppia australiana. Nella sua nuova famiglia Saroo trova l’amore e la serenità, ma una volta adulto i ricordi dell’India cominciano a riaffiorare prepotentemente.

Su consiglio di alcuni amici, Saroo inizia a cercare il suo villaggio aiutandosi con Google Earth. Per tutta la sua vita, con la mente, ha ripercorso la strada del villaggio che lo riportava a casa. Saranno proprio quelle immagini, quei luoghi impressi nella mente che lo riporteranno dalla sua famiglia indiana. Film emozionante ed intenso. Una storia incredibile e tenera che scioglierà il cuore dei più sentimentali e non solo.

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