Attualità

Mark Zuckerberg testimonia al Congresso sullo Scandalo Facebook

Era la metà dello scorso mese di marzo quando emerse lo scandalo Cambridge Analytica, uno dei casi più gravi di violazione dei dati personali e del diritto alla privacy. Si è stimato che i dati rubati agli utenti  sparsi per il globo iscritti al noto social network Facebook siano stati 87 milioni. Simile notizia sorse attraverso un’inchiesta svolta dai famosi GuardianObserverNew York Times, in essa si accennava ad un misterioso rivelatore che disse come nel 2014 la società intraprese una raccolta di dati personali senza avere avuto però l’autorizzazione da parte degli utenti iscritti al social network.

La Cambridge Analytica è un’azienda il cui proprietario è il ricco Robert Mercer e il dirigente è Steve Bannon. Lo stesso giorno in cui si scoprì l’accaduto, il 21 marzo, il fondatore della piattaforma Zuckerberg, si è preso ogni responsabilità su quanto accaduto e ha dichiarato la volontà di svolgere al suo interno dei mutamenti. Ciò che dichiarerà oggi e domani entro il Congresso americano sarà “E’ stato un mio errore, e mi dispiace. Ho aperto Facebook, lo gestisco e sono responsabile di ciò che accade qui”. Solo in Italia gli utenti danneggiati sono stati ben 214.134, lo stesso fondatore ha dichiarato che “ci vorranno degli anni per uscire fuori da un simile danno”. Il responsabile delegato di Apple, Tim Cook si è espresso in termini negativi nei confronti delle modalità con il quale Facebook ha gestito le informazioni di ogni singolo iscritto. Dall’Unione Europea intanto giungono dei quesiti sopra le informazioni dei cittadini europei, se le loro generalità siano state colpite e sulle modalità per bloccare un tale pericolo. L’informatore ha inoltre dichiarato che l’Italia ha collaborato con l’azienda così da portare la Procura di Roma ad aprire un fascicolo  sull’industria. Mark Zuckenberg non solo dovrà rispondere per un simile reato ma inoltre sulle interferenze della Russia entro la campagna elettorale per le elezioni presidenziali statunitensi del 2016. Si ricorda che si può seguire la sua disposizione in streaming attraverso i canali, oggi, della Commissione Commercio del Senato e domani alla Commissione Commercio della Camera.

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