CronacaSport

Massimo Ferrero arrestato per bancarotta

Il presidente della Sampdoria è stato trasferito nel carcere di San Vittore

Il patron della Sampdoria Massimo Ferrero è stato arrestato questa mattina dalla Guardia di Finanza. Al numero uno doriano, rintracciato dai militare in un albergo a Milano e trasferito nel carcere di San Vittore (dove si trova attualmente), sarebbero contestati reati societari e bancarotta, sui quali di fatto sta indagando la Procura di Paola. L’inchiesta verterebbe su operazioni d’investimento che avrebbero portato al fallimento di quattro aziende operanti nel settore alberghiero, turistico e cinematografico con sede in provincia di Cosenza.

Nell’inchiesta, in cui non rientra la società blucerchiata, coinvolte altre cinque persone tra cui spiccherebbero, riporta il Corriere della Sera, il nipote Giorgio, la figlia Vanessa, Giovanni Fanelli, Aiello Del Gatto e un’altra persona la cui identità non è ancora nota, che al momento si trovano ai domiciliari. Inoltre si aggiungono altri quattro indagati residenti a Roma e sottoposti a perquisizione. Perquisizioni che si sono allargate ad altre Regioni: Lombardia, Lazio, Campania, Basilicata e Calabria.

Massimo Ferrero, che ieri aveva assistito al match di Serie A Sampdoria-Lazio, aveva espresso di recente la volontà di cedere il club blucerchiato acquistato nel 2014.

Ferrego, Legale Tenga: “Arresto non c’entra con il club”

Giuseppina Tenga, legale di Ferrero, ha precisato che “l’arresto non c’entra assolutamente niente con il club. È attinente al fallimento, avvenuto quattro anni fa, di società calabresi completamente esterne alla Sampdoria. Il pubblico ministero ha avanzato la richiesta di custodia cautelare che io non ho ancora visto, ma è relativa ai fallimenti di quattro anni fa“. E contesta le modalità che hanno condotto all’arresto: “Stamattina il presidente si trovava in un albergo a Milano, ma era necessario che venisse a Roma perché a casa sua c’è la Guardia di Finanza per la perquisizione e solo lui è in possesso della combinazione della cassaforte da perquisire. Ritengo fosse intelligente e giusto che Ferrero assistesse alla perquisizione nella casa di piazza di Spagna. Probabilmente a qualsiasi altra persona glielo avrebbero permesso, a Massimo Ferrero no. Lo hanno prelevato in albergo nemmeno fosse Totò Riina, hanno perquisito anche casa della figlia e del nipote, hanno arrestato anche l’autista. Io sto cercando da stamattina alle 7.30 di parlare con la Finanza“.

 

 

 

 

 

 

 

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Veronica Mandalà

Palermitana di nascita, sono laureata in Media, Comunicazione Digitale e Giornalismo all'Università "La Sapienza" di Roma. Appassionata scrutatrice della realtà in tutte le sue sfumature, mi occupo di attualità, politica, sport e altro.
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