Oscar 2017, “Fuocoammare” escluso dai candidati a Miglior film straniero

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E’ stata annunciata la short-list di dicembre dei nove film semi-finalisti per la corsa all’Oscar per il miglior film straniero. Ebbene, per l’Italia, che era in corsa con Fuocoammare di Gianfranco Rosi, la corsa finisce qui. Eppure, c’era da aspettarselo: raramente i documentari hanno fortuna nelle cinquine. Che si ricordi, forse solo L’immagine mancante del cambogiano Rithy Panh era riuscito nella difficile impresa nel 2014. Tuttavia, forse non è detta l’ultima parola: il film vincitore dell’Orso d’oro al Festival di Berlino, ha avuto comunque una buona attenzione a livello internazionale, complice la vittoria agli European Film Awards nella categoria “miglior documentario“, quindi chissà che gli Academy potrebbero riconsiderare una sua eventuale candidatura proprio alla luce di quella categoria più specifica.

Intanto, a tre anni di distanza dalla vittoria de La grande bellezza di Paolo Sorrentino, è il terzo film dopo Il capitale umano di Paolo Virzì e il postumo Non essere cattivo di Claudio Caligari a non riuscire nella difficile impresa.

Ma quindi chi sono i nove film ancora in gara? C’è l’Australia con Tanna, un film tribale che l’anno scorso era a Venezia nella Settimana Internazionale della Critica. A sorpresa c’è anche il controverso E’ solo la fine del mondo di Xavier Dolan. A sorpresa perché sembrava che il film canadese non fosse troppo piaciuto agli americani. Si aggiunge il war movie danese Land of Mine- Sotto la sabbia di Martin Zandvliet, vincitore di due European Film Awards. Non manca quello che risulta, ad oggi, essere il principale favorito per la corsa all’Oscar: il tedesco Vi presento Toni Erdmann di Maren Ade, film che sta raccogliendo premi in giro per il mondo.

Dopo E’ solo la fine del mondo e Vi presento Toni Erdmann, un altro film proveniente da Cannes supera la prova: Il cliente di Asghar Farhadi. Già Premio Oscar con Una separazione, il film iraniano uscirà presto nelle sale italiane. C’è il kolossal norvegese The Kings Choice di Erik Poppe.

Da Venezia arriva il Leone d’argento russo Paradise di Andrey Konchalovsky. Questi ultimi due film sembrerebbero forse i più indicati ai canoni dell’Academy, se non fosse che nel corso degli anni sono andati cambiando, ma non si può mai dire. Altri due vincitori degli European Film Awards, rispettivamente nelle categorie “migliore commedia” e “miglior film d’animazione”, completano la short-list: lo svedese A Man Called Ove di Hannes Holm e lo svizzero La mi vita da zucchina di Claude Barras.

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Laureato in DAMS all'Università degli Studi di Torino e diplomato in Filmmaking presso la Scuola Holden, ha frequentato diversi workshop di sceneggiatura e critica cinematografica, formando la sua esperienza anche presso alcuni Festival cinematografici (Torino, Bobbio e Venezia). Già redattore presso "Darkside Cinema" e "L'Atalante", è autore di racconti, soggetti e sceneggiature, nonché regista di un cortometraggio, "Interno familiare". Nel 2016, un suo soggetto per lungometraggio è stato tra i finalisti al Pitch in The Day- Concorso Opere prime.